LA NOTTE DEL GIUDIZIO – ELECTION YEAR: LA RECENSIONE

Le premesse di questo nuovo episodio si ammantano di idealismo, ideologia e contrapposizioni politiche: in una distopia in cui i Nuovi Padri Fondatori, inventori dello “sfogo annuale” sono ormai da tempo al governo negli Stati Uniti, la senatrice Charlene “Charlie” Roan (Elizabeth Mitchell) si propone come avversario del partito nella corsa alla Casa Bianca, proponendo come punto fondamentale della propria campagna il bando di questa pratica. Per chi non avesse dimestichezza con il contesto, lo “sfogo annuale” consiste in una notte all’anno in cui tutto è permesso nelle strade delle città americane: omicidi, stupri, rapine. Per la cittadinanza, un modo per purgarsi dei propri istinti negativi e comportarsi virtuosamente nel resto dell’anno. Naturalmente non è proprio così che vanno le cose e, anzi, la notte dello sfogo annuale è diventata nel tempo il momento delle rese dei conti e il contesto per l’eliminazione fisica dei propri avversari politici. La volontà di liberarsi di una minaccia concreta alla loro leadership spingerà i Nuovi Padri Fondatori a legalizzare la violenza anche nei confronti della classe politica, fino ad allora tutelata. Sarà compito del capo della sicurezza Leo Barnes (Frank Grillo) difendere la vita della senatrice e, con l’aiuto di un gruppo di improbabili eroi, combattere il fuoco col fuoco.

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