THE OLD MAN & THE GUN: LA RECENSIONE

Quando un mito del cinema annuncia la chiusura della propria carriera, l’ultima pellicola che interpreta dovrebbe avere la capacità di farci viaggiare nel tempo e di ripercorrere l’evoluzione professionale dell’attore che, in teoria, non vedremo più sul grande schermo. The Old Man & The Gun, di David Lowery, per l’occasione regista e sceneggiatore, riesce nell’intento di celebrare il suo protagonista, componendo una pellicola elegante e pacata, che sa raccontare un’epoca e un modo di vivere.

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FIRE SQUAD – INCUBO DI FUOCO: LA RECENSIONE

Prescott, Arizona, è una delle tante cittadine della sterminata provincia americana, ma si è distinta nella storia per essere stata la sede del primo gruppo municipale di Hotshots, pompieri in prima linea nel combattere il fuoco nei boschi. L’unità in questione, i Granite Mountain Hotshots, sono rimasti purtroppo celebri anche a causa dell’incendio di Yarnell Hill, la più grande tragedia della storia dei pompieri americani dall’11 settembre in poi, che costò la vita a 19 dei 20 membri.

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DON’T WORRY: LA RECENSIONE

He won’t get far on foot: prosegue così il titolo dell’autobiografia di John Callahan (1951-2010), dalla quale Gus Van Sant ha tratto l’omonimo film. Callahan, affermato vignettista satirico, è indubbiamente un personaggio che ben si presta a diventare protagonista di un racconto di dannazione, crescita e redenzione: orfano e con problemi di alcolismo fin dall’adolescenza, a 21 anni è vittima di un incidente stradale che lo rende tetraplegico.

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FRIEDKIN UNCUT – UN DIAVOLO DI REGISTA: LA RECENSIONE

La figura di Friedkin e l’importanza delle sue opere sono l’oggetto di Friedkin Uncut – Un diavolo di regista, documentario di Francesco Zippel, che nell’arco di 107 minuti costruiscono una narrazione che parte da L’Esorcista per tornare alle origini della famiglia Friedkin, per poi ripercorrere la carriera del regista fino al 2017.

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DEADPOOL 2: LA RECENSIONE

Deadpool (Ryan Reynolds) è un eroe atipico, decisamente fuori dagli schemi e molto diverso dai suoi colleghi: ce l’ha già ampiamente dimostrato nel corso del primo film a lui dedicato, uscito due anni fa con grandi riscontri sia da parte del pubblico che della critica. In questo seguito, la cui regia è affidata a David Leitch, l’eroe mascherato di rosso e nero è colpito forse dall’unica sciagura per la quale non è preparato a rispondere con ironia e pallottole.

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A BEAUTIFUL DAY: LA RECENSIONE

Veterano di Guerra ed ex federale, Joe (Joaquin Phoenix) si guadagna da vivere per sé e per l’anziana madre come agente mercenario, nel contesto di una New York dove i fasti di Manhattan restano solo sullo sfondo. Nel suo passato c’è una storia di abusi e violenze, subite da lui e dalla madre a causa di un padre sadico, che ha lasciato profondi segni nella psiche dell’uomo.

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THE SILENT MAN: LA RECENSIONE

Pochi episodi nella storia americana hanno la rilevanza dell’inchiesta condotta dai giornalisti Bob Woodward e Carl Bernstein, che portò all’impeachment del presidente succeduto a Kennedy e Johnson. Pochi personaggi sono rimasti così invisi all’opinione pubblica come Nixon e pochi altri informatori hanno saputo ritagliarsi un ruolo così determinante in un’indagine giornalistica o anche investigativa. Il materiale sul quale si basa il film è dunque di grande prestigio e potenzialmente foriero di un ottimo prodotto di approfondimento. Eppure The Silent Man non rispetta le aspettative.

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