DEADPOOL 2: LA RECENSIONE

Deadpool (Ryan Reynolds) è un eroe atipico, decisamente fuori dagli schemi e molto diverso dai suoi colleghi: ce l’ha già ampiamente dimostrato nel corso del primo film a lui dedicato, uscito due anni fa con grandi riscontri sia da parte del pubblico che della critica. In questo seguito, la cui regia è affidata a David Leitch, l’eroe mascherato di rosso e nero è colpito forse dall’unica sciagura per la quale non è preparato a rispondere con ironia e pallottole.

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A BEAUTIFUL DAY: LA RECENSIONE

Veterano di Guerra ed ex federale, Joe (Joaquin Phoenix) si guadagna da vivere per sé e per l’anziana madre come agente mercenario, nel contesto di una New York dove i fasti di Manhattan restano solo sullo sfondo. Nel suo passato c’è una storia di abusi e violenze, subite da lui e dalla madre a causa di un padre sadico, che ha lasciato profondi segni nella psiche dell’uomo.

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THE SILENT MAN: LA RECENSIONE

Pochi episodi nella storia americana hanno la rilevanza dell’inchiesta condotta dai giornalisti Bob Woodward e Carl Bernstein, che portò all’impeachment del presidente succeduto a Kennedy e Johnson. Pochi personaggi sono rimasti così invisi all’opinione pubblica come Nixon e pochi altri informatori hanno saputo ritagliarsi un ruolo così determinante in un’indagine giornalistica o anche investigativa. Il materiale sul quale si basa il film è dunque di grande prestigio e potenzialmente foriero di un ottimo prodotto di approfondimento. Eppure The Silent Man non rispetta le aspettative.

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A QUIET PLACE: LA RECENSIONE

John Krasinski dirige e interpreta, insieme alla moglie Emily BluntA Quiet Place – Un posto tranquillo un horror dalla storia semplice e lineare, reso avvincente e coinvolgente dall’estremizzazione di uno dei topos principali del genere: mantere il silenzio per non essere scoperti.

Evelyn (Emily Blunt) e Lee (John Krasinski), insieme ai tre figli Marcus (Noah Jupe), Regan (Millie Simmonds) e Beau (Cade Woodward) sono fra i sopravvissuti a quella che sembra essere un’invasione aliena profondamente ostile. La coppia vive in una zona di provincia, in un contesto in cui la minaccia è mortale, ma diventa concreta solo nel momento in cui si fa rumore.

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READY PLAYER ONE: LA RECENSIONE

Ready Player One è un libro cult, un vero manifesto della cultura nerd anni ’80, il prodotto della passione di Ernest Cline per i videogiochi, i film, la musica e i fumetti della sua adolescenza. Quel libro è stato ripreso da Steven Spielberg, regista che forse più di tutti ha fatto propria la capacità di trasmettere su grande schermo le passioni e l’entusiasmo dell’adolescenza: il risultato è un film che riesce a essere più grande del libro da cui è tratto; un’opera cinematografica che completa quel processo di sedimentazione che ha reso la cultura nerd anni ’80 un tratto distintivo del pop del secondo decennio degli anni 2000.

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TOMB RAIDER: LA RECENSIONE

A distanza di 15 anni dalla sua ultima apparizione cinematografica (Lara Croft: Tomb Raider – La culla della vita) Lara Croft torna sul grande schermo grazie a Roar Uthaug, con il reboot cinematografico della saga. In termini videoludici il film di Uthaug si ispira a un prodotto del 2013 che propone una Lara Croft ben diversa da quella presentata al mondo da Core Design nel 1996 e poi portata al successo cinematografico da Angelina Jolie: se a quel tempo Lara Croft era un’affermata archeologa, bella ed estremamente sicura di sé e dei propri mezzi, la Lara del reboot a opera di Crystal Dynamics per Square Enix è una giovane laureata, determinata a farsi un nome nel campo dell’archeologia, ma che non ha ancora maturato una piena consapevolezza di sé e delle proprie abilità, più vicina a una ragazza reale che alla supereroina degli anni ’90.

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QUELLO CHE NON SO DI LEI: LA RECENSIONE

Costruito a partire dal romanzo di Delphine De Vigan Da una storia vera, edito in Italia da Mondadori, Quello che non so di lei rappresenta il ritorno sul grande schermo di Roman Polanski, alle prese con due attrici di alto livello come la compagna Emmanuelle Seigner ed Eva Green. Danno vita rispettivamente alla scrittrice Delphine e alla sua ammiratrice Leila, che ama farsi chiamare “Lei”.

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