CITY OF LIES: LA RECENSIONE

Tupac Shakur e The Notorious B.I.G. sono nomi importanti per la storia del rap, accomunati dal successo, ma anche dalla cronaca nera delle loro morti e del filo che le ha legate. La scomparsa dei due rapper – quella del primo avvenuta a Las Vegas il 13 settembre del 1996, quella del secondo a West Hollywood il 9 marzo del 1997 – sono l’ossessione di Russell Poole (Johnny Depp), ex-detective realmente esistito, che ha dedicato la sua vita ai due casi mai risolti, perdendo il proprio posto in polizia e inimicandosi il proprio dipartimento per una serie di accuse lanciate ad esponenti del dipartimento. Jack Jackson (Forrest Whitaker) è un fittizio reporter dell’ABC, il cui unico momento di notorietà è legato al caso. In City of Lies – L’ora della verità questi due personaggi conducono insieme una nuova indagine, convinti di poter provare che dietro i due omicidi si celi un pesante caso di corruzione per la polizia di Los Angeles.

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FRIEDKIN UNCUT – UN DIAVOLO DI REGISTA: LA RECENSIONE

La figura di Friedkin e l’importanza delle sue opere sono l’oggetto di Friedkin Uncut – Un diavolo di regista, documentario di Francesco Zippel, che nell’arco di 107 minuti costruiscono una narrazione che parte da L’Esorcista per tornare alle origini della famiglia Friedkin, per poi ripercorrere la carriera del regista fino al 2017.

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LIFE – NON OLTREPASSARE IL LIMITE: LA RECENSIONE

Siamo soli nell’universo? È possibile che ci sia vita al di fuori del pianeta Terra? Avremo mai modo di interagire con forme di vita aliena? Sono queste le domande che da sempre accompagnano chi guarda alle stelle e che sono diventate sempre più pregnanti, mano a mano che si è andata approfondendo la nostra conoscenza dello spazio. Life – Non oltrepassare il limite è un thriller/horror fantascientifico, che cerca di dare una risposta tutt’altro che positiva ai nostri quesiti, ipotizzando la scoperta di una forma di vita marziana, recuperata da una sonda in un campione inviato alla stazione spaziale internazionale.

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IL DIRITTO DI UCCIDERE: LA RECENSIONE

Anche la stagione estiva può riservare delle ottime sorprese cinematografiche, fra le quali si inserisce senza dubbio Il diritto di uccidere. Scritto da Guy Hibbert e diretto da Gavin Wood, non è il remake del film degli anni ’50 di Nicholas Ray, ma un thriller politico-militare molto ben realizzato e interpretato da un cast di livello, che annovera Helen Mirren, Aaron Paul e il compianto Alan Rickman.

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REGALI DA UNO SCONOSCIUTO: LA RECENSIONE

Il thriller è un genere capace di suscitare grandi emozioni, tenendo col fiato sospeso,instillando dubbi e disattendendo le certezze per arrivare a un epilogo inaspettato. Proprio per queste sue caratteristiche, realizzare un film di genere che sappia risultare originale e imprevedibile non è certo un’impresa facile. Joel Edgerton mostra di avere coraggio e affronta come suo primo lungometraggio da regista Regali da uno sconosciuto, da lui stesso scritto.

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SELF/LESS: LA RECENSIONE

Quante volte ci viene da pensare che il tempo a disposizione sia troppo poco, che la nostra vita ci sfugga dalle mani troppo in fretta e che per fare tutto quello che abbiamo in mente ci servirebbe ben più di una singola esistenza? Self/Less parte da questo assunto di base prefigurando una realtà in cui sia effettivamente possibile guadagnare una nuova vita, nelle forme di un nuovo corpo in cui trasferire la nostra mente.

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THE GUNMAN: LA RECENSIONE

Nel tempo Sean Penn ci ha abituato alle sue capacità trasformistiche, passando per talmente tanti ruoli da poter perdere il conto. Quello che effettivamente mancava – e che a quasi 55 anni onestamente non ci si aspettava di vedere – era uno Sean Penn in versione palestrata, pronto a menar le mani e a utilizzare armi come neanche Silvester Stallone ne I Mercenari. A prescindere da questa inaspettata caratterizzazione di un perfetto protagonista che, per il resto, attraverso i noti malinconici occhi riesce perfettamente a rendere il tormento del rimorso e dei rimpianti, The Gunman è fondamentalmente un action thriller onesto, realizzato da quello stesso Pierre Morel che già era riuscito a trasformare Liam Neeson in una macchina per uccidere, algida e determinata, con Taken.

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