BLACK PANTHER: LA RECENSIONE

Dopo averlo visto come comprimario in Captain America: Civil War, Re T’Challa, alias Black Panther (Chadwick Boseman), torna sul grande schermo con un film a lui dedicato, diretto da Ryan Coogler, portatore di novità più interessanti su carta che in video. Black Panther si situa cronologicamente dopo i fatti raccontati in Captain America: Civil War: T’Challa deve sostenere la prova rituale che lo incoronerà re di Wakanda, paese africano che dissimula di fronte al mondo la propria ricchezza e tecnologia.

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CARS 3: LA RECENSIONE

A distanza di 6 anni dal secondo episodio della serie, Saetta McQueen archivia le proprie esperienze spionistiche e torna a far ruggire il proprio motore nelle competizioni utili alla conquista della Piston Cup. Il tempo passato comincia però a farsi sentire, in particolare quando Jackson Storm, una macchina da corsa di ultima generazione, gli sottrae il titolo e induce tanti veterani al ritiro, aprendo la strada a nuovi protagonisti delle competizioni motoristiche.

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FREE FIRE: LA RECENSIONE

Nella Boston degli anni ’70, Chris (Cillian Murphy) e Frank (Michael Smiley) devono incontrare dei trafficanti d’armi per conto dell’IRA. L’incontro è stato organizzato con l’aiuto della bella Justine (Brie Larson) e del mediatore Ord (Armie Hammer), mentre le controparti sono rappresentate dal venditore sudafricano Vernon (Sharlto Copley) e dal suo socio Martin (Babou Ceesay). Fin dall’inizio lo scambio non sembra porsi nel migliore dei modi, e le cose non possono che peggiorare: non solo le armi richieste non corrispondono a quelle fornite, ma esiste un precedente importante fra Stevo (Sam Riley), tossicodipendente alle dipendenze di Chris e Frank, e Harry (Jack Reynor), autista della banda di Vernon. In questa polveriera basta una piccola scintilla per innescare una sparatoria dagli esiti disastrosi.

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BENEDETTA FOLLIA: LA RECENSIONE

Benedetta Follia è il ventiseiesimo lungometraggio da regista e attore per Carlo Verdone, questa volta nei panni di Guglielmo, direttore di un negozio di articoli religiosi e arredi sacri abbandonato dalla moglie Lidia (Lucrezia Lante della Rovere) nel giorno del loro venticinquesimo anniversario. Non bastasse questo, Lidia confessa al marito di tradirlo da un anno… con una commessa che lavora nel suo stesso negozio! La notizia è devastante: strappato a una routine monotona ma confortante, Guglielmo si ritrova improvvisamente senza moglie e commessa. Reagisce con spirito pratico, iniziando una serie di colloqui per rimpiazzare la sua dipendente: e proprio quando il posto sembra aver trovato un’assegnataria, nella vita del protagonista irrompe Luna (Ilenia Pastorelli), una ragazza di borgata con dei problemi di denaro e una parlantina inarrestabile. Luna è quanto di più lontano si possa immaginare da una commessa adatta all’esercizio di Guglielmo, ma l’uomo decide di darle una possibilità, assumendola per un mese.

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L’INSULTO: LA RECENSIONE

Premiato a Venezia 2017 con la Coppa Volpi a Kamel El Basha – per quanto forse sarebbe stato opportuno assegnarla ex aequo anche ad Adel Karam – L’insulto è l’ultima opera del regista libanese Ziad Doueiri, candidato alla nomination come miglior film straniero agli Oscar 2018. Tanto il premio quanto la nomination sono meritati, per un film che riesce a essere piena espressione dello stato delle cose in una nazione complessa come il Libano, dove la convivenza fra persone di origine, cultura e religione diverse ha portato sofferenza e tensioni anche all’indomani di una guerra civile ufficialmente terminata negli anni ’90.

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EGON SCHIELE: LA RECENSIONE

Ispirato al romanzo Tod und Mädchen: Egon Schiele und die Frauen di Hilde BergerEgon Schiele è sceneggiato dalla stessa Berger insieme al regista Dieter Berner. Il pittore è una delle figure cardine dell’espressionismo austriaco: provocatorio, scioccante; per l’epoca in cui visse, la sua concezione artistica era estrema, al limite dell’inaccettabile.

Il film ci presenta Schiele (Noah Saavedra) come un giovane affascinante, dotato di una grande capacità di seduzione, attratto dalle donne e dal corpo femminile, senza il minimo freno inibitore, neanche per quanto riguarda l’età dei soggetti ritratti.

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DC vs MARVEL, ALLA RICERCA DI UN’IDENTITA’ CINEMATOGRAFICA

Dopo Justice League, la riflessione è d’obbligo: qual è la direzione del cinema supereroistico?

DC Comics è titolare di alcuni dei personaggi più iconici della storia del fumetto, ma a dispetto della rivale Marvel, sembra(va?) aver strutturato in modo meno organico le prospettive di sfruttamento di tali proprietà intellettuali.

La visione di Justice League ridimensiona i timori causati da altalenanti trasposizioni, fra l’ottima trilogia di Christopher Nolan, il discusso Batman v Superman: Dawn of Justice e il tutto sommato apprezzato, soprattutto grazie alla brava Gal GadotWonder Woman.

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