Recensione di Moneyball – L’arte di vincere

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Il baseball è uno sport che in Italia non ha una folta schiera di estimatori, ma negli Stati Uniti è una vera e propria istituzione: vive dei propri miti, delle proprie leggende e soprattutto delle proprie regole. Una di queste è comune a tanti sport e vuole che le squadre che possono spendere un budget maggiore siano le principali candidate alla vittoria finale. Questa legge apparentemente inattaccabile è l’ossessione di Billy Beane (Brad Pitt), General Manager degli Oakland’s Athletics, che ha intenzione di attuare una vera rivoluzione: con l’aiuto del giovane analista Peter Brand (Jonah Hill) e il ricorso ad un sistema di studio delle statistiche che permetta di evidenziare il potenziale nascosto dei giocatori, Billy imposterà la sua squadra secondo nuovi criteri, dimostrando che è possibile ottenere grandi risultati pur non avendo a disposizione budget multimilionari. La sua avventura non sarà facile: avversato da tutti i colleghi anziani, inascoltato dal coach Howe (Philip Seymour Hoffman) e per questo in crisi dopo la prima fase della stagione, Billy dovrà prendere decisioni estreme per far sì che il suo progetto possa decollare.

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