ZOOTROPOLIS: LA RECENSIONE

Quanti si ricordano dei bei libri illustrati di Richard Scarry vedendo Zootropolis sentiranno un filo di nostalgia e resteranno ammirati di come il nuovo film Disney possa esserne considerato una moderna reinterpretazione. Zootropolis è una grande città in cui tutte le specie animali, evolutesi in forma antropomorfa, convivono pacificamente, rispettandosi vicendevolmente. Almeno, questa è la visione ideale alla base della creazione della metropoli e soprattutto è quanto vuole credere Judy Hobbes, coniglietta così fermamente determinata a diventare un poliziotto da esserci riuscita, creando un importante precedente nella storia della convivenza animale.

La vita di una coniglietta poliziotta cresciuta in campagna si rivela presto molto diversa da come Judy se l’era aspettata: poca considerazione dai colleghi, vicinato rumoroso, cittadini ingrati…ce ne sarebbe davvero di che lasciarsi abbattere… In tutto questo si inserisce anche il contrasto con Nick Wilde, volpe dedita al commercio illegale di ghiaccioli, ben presto coinvolto dalla temeraria coniglietta nelle sue indagini sulla scomparsa di quattordici predatori…

Zootropolis si rivela a questo punto, sotto un’estetica colorata e divertente, tipicamente Disney, un thriller molto ben articolato, ricco di rimandi ai classici del genere e arricchito da tante gag costruite sulle caratteristiche dei vari animali, che risultano spesso davvero molto divertenti e ispirate.

Il doppiaggio italiano del film è stato curato con discreta attenzione e, fortunatamente, ha risparmiato la canzone principale, interpretata da Shakira nelle fattezze della cantante pop Gazelle. Anche le musiche sono di buona qualità, come del resto ci si aspetta da una produzione Disney.

Oltre la buona costruzione come “film di genere”, Zootropolis si fa portatore di importanti messaggi sociali, ancor più forti se si considerano rivolti ai più piccoli: la determinazione di Judy nel realizzare i propri sogni a prescindere da quante volte le si dica che non ce la farà; il messaggio di uguaglianza e al contempo rispetto delle diversità che caratterizza la città di Zootropolis; la volontà di affermare il dialogo a dispetto di ogni pregiudizio, senza pretendere che questi non esistano… Tutti questi contenuti sembrano acquisire particolare rilievo in un contesto come quello attuale, in cui tanti fattori minano la convivenza pacifica dalle sue fondamenta: è bello che si propongano film in cui la consapevolezza dell’importanza di questo valore viene espressa in modo così maturo ed efficace.

Recensione di Earth – La nostra Terra

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La Disney si lancia in una nuova avventura proponendo in sala, sotto l’etichetta Disneynature, un documentario sul nostro pianeta, chiamandolo semplicemente Earth. L’opera di Alastair Fothergill e Mark Linfield traccia un identikit della Terra dal Polo Nord al Polo Sud, seguendo i percorsi e le migrazioni di alcune delle più affascinanti specie animali e descrivendo lo straordinario mutare della natura alle diverse latitudini e in accordo con il ciclo delle stagioni. Ci troviamo così a seguire, fra gli altri, il percorso di mamma orso bianco e dei suoi cuccioli attraverso la meravigliosa desolazione dei ghiacci del pack, la migrazione di una famiglia di elefanti attraverso il deserto del Kalahari, la traversata oceanica che porta le megattere dai Caraibi al Mar Glaciale Artico.

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