Recensione di “YOU – Crea il tuo destino” di Austin Grossman

I videogiochi sono diventati oggi un fenomeno di massa, gli ultimi titoli sono successi noti anche a chi magari non ha mai preso un pad in mano, o usato una tastiera per scopi diversi dal compilare un foglio Excel. Esiste però una storia che ha portato a tutto questo, un epopea di giovani visionari, appassionati di fantasy e tecnologia, di statistiche e magia, alla costante ricerca di un nuovo limite da superare.

you coverCon You – Crea il tuo destino, Austin Grossman è riuscito in un’impresa che non era facile anche solo immaginare: in un unico libro ha saputo raccontare in parallelo la storia di un medium, quella di un’azienda, di una serie di giochi e quella di un ragazzo nel suo percorso di crescita personale, in modo non dissimile da un classico romanzo di formazione.

“Quale sarebbe per te il gioco perfetto?” Che domanda complessa a cui rispondere dopo tanto tempo, dopo aver cercato di indirizzare la propria vita sui binari di una “normalità” che si è rivelata inadatta alle tue predisposizioni…

Russell è un ventottenne laureato in lettere con un anno di scuola di legge alle spalle e il vuoto più totale di fronte a sé. La vita che pensava di voler vivere non era davvero quella per lui…o forse era lui a non essere adatto ad essa… Per questo, per quanto gli sia costato, è tornato sui suoi passi e ha accettato un lavoro presso la Black Arts, la software house fondata da quelli che un tempo erano i suoi migliori amici, negli anni in cui era un giovane nerd in un mondo che non aveva ancora chiaro cosa potesse fare un computer.

Loro erano invece fra quelli che in quelle stringhe di codice che si componevano su uno schermo monocromatico avevano visto la possibilità di creare il mondo che volevano. Russell con Lisa, Don, Darren e soprattutto Simon, aveva vissuto l’ebrezza di dare vita a Realms of Gold, il gioco divenuto saga durante il campo estivo KidBits per ragazzi appassionati di informatica.

Da quell’esperienza i suoi amici avevano posto le basi per il proprio futuro: una realtà lontana dagli schemi classici, fatta di nottate passate di fronte a un computer a correggere bug, di junk food consumato nel corso di lunghe sessioni di gioco, di riunioni infinite trascorse a parlare di numeri e statistiche, di sviluppi narrativi e sistemi di combattimento. Per molti qualcosa di incomprensibile, per loro una sfida costante e avvincente, funestata dalla morte di Simon, il vero genio dietro la realizzazione del motore di gioco Waffle, ossatura di ogni produzione Black Arts.

Da allora è passato del tempo, la Black Arts è ormai una realtà affermata, ma l’uscita del prossimo gioco della serie Realms è messa a rischio da due fattori: l’uscita dalla compagine di Darren, intenzionato a fondare una nuova società, e la frequente comparsa di un glitch, una sorta di errore di programmazione, che mette in giocoMournblade, una spada maledetta capace di eliminare dal gioco qualsiasi personaggio o oggetto, senza la possibilità di essere fermata…

Nel poco tempo che ha a disposizione prima dell’uscita del gioco, Russell dovrà trovare il modo di risolvere il mistero della Mournblade e per farlo l’unico modo sarà ripercorrere dall’origine la saga di Realms of Gold e dei suoi spin-off, ricostruendo i meccanismi attraverso i quali la spada viene ciclicamente generata.

È a questo punto che il racconto riesce a fondere armonicamente diversi piani narrativi e percettivi: senza la minima difficoltà, Grossman intreccia il racconto dell’adolescenza di Darren con le specificità dei diversi compiti che sottostanno alla programmazione di un videogioco; nel ripercorrere le varie incarnazioni del gioco, l’autore è capace di descrivere diversi generi videoludici, dal gioco di strategia al gioco di ruolo, dalle avventure grafiche e le simulazioni sportive allo sparatutto in prima persona, il tutto in modo comprensibile, e affascinante, anche per chi non abbia mai giocato nessuno di questi. Come se questo non bastasse, Grossman riesce a dar voce a quello strano legame che si crea fra il gamer e i suoi avatar: Russell dialoga con Prendar, Lorac, Leyra e Brendan, i personaggi cardine dei giochi, ne segue le evoluzioni nelle varie ere che scandiscono la storia del gioco, riconosce in loro un po’ di sé e dei cambiamenti che si susseguono nel suo percorso di maturazione, attraverso di loro dà voce ai pensieri, alle fantasie, ai sogni e alle paure di ogni adolescente.

You è un libro che si lascia leggere e apprezzare per la scorrevolezza, la poesia di alcuni passaggi, la semplicità con la quale spiega cose apparentemente molto complesse. Si tratta di un racconto che tocca le corde della memoria per chiunque sia cresciuto con i videogiochi, e che diventa anche un prezioso strumento per capirli per quanti invece non ne abbiano fatto l’esperienza, riducendo forse un poco la distanza, che a qualcuno sembra tanto grande, fra giocatori e non giocatori.

austin grossman

Austin Grossman è uno scrittore e game designer.
È l’autore del romanzo Soon I’ll be invincible, che è stato pubblicato da Pantheon Books nel 2007. Il suo secondo libro è intitolato YOU.
Grossman ha iniziato la sua carriera nel settore dei videogiochi rispondendo a un annuncio sul The Boston Globe nel maggio 1992, che lo ha portato ai Looking Glass Studios. Da allora, Grossman ha lavorato con DreamWorks Interactive, Ion Storm di Austin e Crystal Dynamics.
Grossman, nato a Concord, nel Massachusetts, è laureato in letteratura inglese presso Berkeley. È il fratello gemello dello scrittore Lev Grossman e fratello dello scultore Bathsheba Grossman. È figlio del poeta Allen Grossman e della scrittrice Judith Grossman. Grossman lavora attualmente a Arkane Studios.

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