Recensione di La Quinta Onda di Rick Yancey

Recensione di La Quinta Onda di Rick Yancey

La quinta onda

La nostra epoca ha visto un fiorire di narrazioni, declinate su ogni medium, dal libro al videogioco, che raccontano un futuro apocalittico, in cui inevitabilmente la razza umana è portata sull’orlo dell’estinzione, generalmente a causa di un virus che ha mutato tutti in zombie o ad un’invasione di alieni o magari alla natura che si ribella al dominio di una specie che non la merita.

La Quinta Onda di Rick Yancey, dichiarato primo volume di una trilogia, si cala nel solco di questo grande genere, unendo un po’ tutte le calamità – in alcuni casi solo come omaggio, ad esempio dando ad uno dei protagonisti il nome di battaglia “Zombi” – e ci costruisce sopra un racconto a più voci, con un intreccio da thriller calato in un contesto action-fantascientifico.

Gli “Altri” sono arrivati. Gli “Altri” sono alieni. Gli “Altri” hanno deciso di decimare la popolazione umana senza sporcarsi troppo le mani. Lo hanno fatto per mezzo di quattro differenti attacchi su scala mondiale, quattro “Onde”, che hanno sfruttato dapprima un blackout generale che ha mandato in tilt ogni apparecchiatura elettrica, quindi un maremoto che ha spazzato via la civiltà dalle zone costiere, ancora una pestilenza che ha fatto strage dei sopravvissuti e, infine con l’invio dei “silenziatori”, droni programmati per eliminare le sacche di resistenza. A questa serie di attacchi sono sopravvissuti in pochi, fra questi ci  sono Cassie (per Cassiopea, non per Cassandra), il suo fratellino Sammy e loro padre. Cassie fino ad allora è stata una ragazza come tante, un’adolescente innamorata del ragazzo più figo del liceo, convinta di essere invisibile se non bruttina e alle prese con le piccole grandi disavventure di chiunque a quell’età. Inutile dire che l’arrivo degli “Altri” ha cambiato il suo mondo, e presto la ragazza si dovrà dare da fare per sopravvivere e salvare se stessa e il suo fratellino dalla “Quinta Onda”. Il mistero su cosa questa Quinta Onda sia ci accompagnerà per buona parte del romanzo, portandoci a scoprire e conoscere nuovi personaggi, dei quali non è opportuno parlare per non rovinare sorprese e colpi di scena.

Se il tema scelto da Yancey, visto il proliferare di storie simili potrebbe non sembrare il più originale, è nel modo personale di raccontare, nel tipo di linguaggio usato per dare voce ai pensieri e alle effettive parole di Cassie e degli altri personaggi, che l’autore trova il punto di forza per un romanzo che sa intrattenere, incuriosire e divertire. L’empatia che si sviluppa con i protagonisti è immediata, la descrizione dei contesti è semplice ma efficace, come evidenti e marcate sono le citazioni da classici del cinema e della letteratura (Full Metal Jacket da questo punto di vista è stato abbondantemente saccheggiato). Ne risulta un romanzo che scorre in modo agile e cattura l’attenzione, presentando un buon amalgama di situazioni concitate e fasi di riflessione, attraverso le quali si ricostruisce il contesto narrativo che farà da sfondo al prosieguo dell’avventura nei prossimi due libri.

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