FAST & FURIOUS 7: LA RECENSIONE

Dopo sei film in cui era successo di tutto – dai più semplici incidenti di corsa alle sfide con carri armati e aerei da trasporto – sembrava difficile potersi superare, ma l’introduzione di una caccia all’uomo, incrociata con il più letale degli antagonisti incontrati da Toretto e compagni, ha permesso agli sceneggiatori di introdurre ogni genere di follia, trasformando di fatto Fast & Furious 7 nell’equivalente motoristico di un cinecomic. Non si fraintenda il senso di queste parole: per quanto inverosimili siano le peripezie che i protagonisti del film si trovano a vivere, per lo spettatore diFast & Furious quanto più esagerato è ciò che viene presentato, tanto maggiore è l’esaltazione e il divertimento. Non c’è bisogno di avvisare con il solito “Non provatelo a casa”, il messaggio che passa a livello subliminale è che solo Toretto o John McClane di Die Hard siano in grado di gestire certe situazioni.

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Recensione di Prova a incastrarmi

Il nuovo film di Sidney Lumet è il racconto del più lungo processo per mafia degli Stati Uniti, iniziato nel 1987 e conclusosi, ma non vi dico in che modo, solo dopo 627 giorni. La vicenda è raccontata focalizzando l’attenzione sulla figura di Jackie Di Norscio, membro della “famiglia” Lucchesi e già condannato a 30 anni per spaccio di stupefacenti, interpretato per l’occasione da un Vin Diesel abbastanza convincente, per quanto capelluto e appesantito come mai ci saremmo aspettati di vederlo.

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