SILENCE: LA RECENSIONE

Alla base di Silence, nuova opera di Martin Scorsese, c’è un argomento affascinante quanto spinoso: il rapporto con il Trascendente, in particolare la concezione cristiana di un Dio caratterizzato dalla stridente compresenza di un amore universale per le sue creature e l’assordante silenzio alle domande dei credenti, l’inazione totale nei confronti dei loro patimenti. Per parlare di questa insondabilità dei progetti divini, Scorsese recupera – insieme al co-sceneggiatore Jay Cocks – il romanzo storico “Silenzio”, dello scrittore giapponese Shūsaku Endō, che racconta le vicissitudini di due padri gesuiti nel Giappone del XVII secolo, epoca delle persecuzioni subite dai cristiani durante il periodo Tokugawa.

CONTINUA

LA FORESTA DEI SOGNI: LA RECENSIONE

Aokigahara (“Mare di alberi”) è una fitta foresta alle pendici del monte Fuji, nota, ancor più che per la sua bellezza, per essere il luogo in Giappone con il più alto numero di suicidi. Questa premessa, al di là delle speculazioni socio-antropologiche che porta con sé, ben si presta a essere inserita in un film il cui genere si potrebbe presumere essere l’horror. Sebbene esistano effettivamente due produzioni di genere su Aokigahara, Gus Van Sant per il suo La foresta dei sogni ha scelto un’interpretazione diametralmente opposta: il mare verde, la natura incontaminata e imparziale rispetto ai destini dell’uomo si pone come luogo di riflessione sulla vita che, se può indurre alcuni a ritenere compiuto il proprio percorso, può portare altri a trovare nuovi stimoli e la forza per continuarlo.

CONTINUA

Recensione di 47 Ronin

47 Ronin

47ronin

Ormai nota anche alla cultura occidentale, la figura del ronin, il samurai senza padrone, esercita un fascino universale, rientrando pienamente in un ideale di eroe romantico che non conosce confini geografici. Allo stesso tempo però, il ronin è una figura che si integra in un contesto – quello del bushido e più in generale della cultura giapponese – che non è pienamente intellegibile da un occidentale e presenta un interpretazione del concetto di onore portato a limiti estremi, che trascendono anche il rispetto per la vita.

CONTINUA