THE SILENT MAN: LA RECENSIONE

Pochi episodi nella storia americana hanno la rilevanza dell’inchiesta condotta dai giornalisti Bob Woodward e Carl Bernstein, che portò all’impeachment del presidente succeduto a Kennedy e Johnson. Pochi personaggi sono rimasti così invisi all’opinione pubblica come Nixon e pochi altri informatori hanno saputo ritagliarsi un ruolo così determinante in un’indagine giornalistica o anche investigativa. Il materiale sul quale si basa il film è dunque di grande prestigio e potenzialmente foriero di un ottimo prodotto di approfondimento. Eppure The Silent Man non rispetta le aspettative.

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Recensione di Alex Cross – La memoria del killer

Alex-Cross-La-Memoria-del-Killer

Adattamento cinematografico del terzo libro della saga di Alex Cross, di cui fanno parte Il Collezionista di Gary Fleder e Nella morsa del Ragno di Lee Tamahori, La memoria del killer è un thriller action diretto questa volta da Rob Cohen. Nei precedenti capitoli il ruolo di Alex Cross, profiler dell’FBI dal grande acume e dall’infallibile intuito, era stato di Morgan Freeman, questa volta invece la figura di Cross è interpretata da Tyler Perry, multiforme ingegno americano, alla prima esperienza con un ruolo d’azione.

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Recensione di J. Edgar

J. EDGAR

F.B.I. è un acronimo il cui significato è noto a tutti. Lo stesso cinema, come la televisione, si è fatto carico di diffonderne il mito nel bene e nel male, rendendolo un’istituzione che ha contribuito non poco alla costruzione di una certa idea degli Stati Uniti e dei loro standard di sicurezza. John Edgar Hoover è stato l’anima e il direttore dell’FBI per decadi: entrato nel bureau sotto Coolidge, ne restò a capo fino alla morte, avvenuta 48 anni e 8 Presidenti dopo, diventando una delle figure di riferimento della storia organizzativa e politica degli Stati Uniti del ‘900. Clint Eastwood si focalizza su questo controverso personaggio, costruendo un biopic molto interessante e capace di dare espressione alle mille sfaccettature che compongono la complessità di un individuo. Il ritratto che emerge è tutt’altro che agiografico: J. Edgar viene svelato, tramite un montaggio che alterna sequenze riferibili a diverse fasi della sua vita, tanto nella sua figura pubblica quanto in quella privata, affrontandone le criticità senza edulcorarle.

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