LA LEGGE DELLA NOTTE: LA RECENSIONE

Joe Coughlin (Ben Affleck) è un criminale. Un criminale atipico, figlio del vicecommissario di Boston (Brendan Gleeson) e reduce dalla Prima Guerra Mondiale, nel corso della quale ha deciso di non rispettare più nessuna regola che non si sia auto-imposto. Proprio per questo è determinato a rimanere un criminale indipendente, nonostante si ritrovi coinvolto in una guerra fra irlandesi e italiani per il controllo delle attività illegali della città.

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BIG GAME – CACCIA AL PRESIDENTE: LA RECENSIONE

Divertente film d’azione teen di matrice finlandese, Big Game – tratto da un romanzo di Dan Smith – si propone in modo originale al pubblico, configurandosi come uno spettacolo certamente non di grande peso, ma capace di divertire e in qualche modo stupire. Se infatti il regista e sceneggiatore Jalmari Helander non rinuncia all’uso di scene d’azione ed effetti speciali propri dei classici film americani, la particolarità dell’ambientazione e della descrizione “rurale”degli abitanti della Finlandia, permette – soprattutto all’inizio del film – alcuni spunti che danno freschezza a un plot altrimenti molto banale. L’interazione fra il potente americano e il giovane finlandese si costruisce nel tempo e permette a entrambi i personaggi di crescere, assumendo maggiore consapevolezza dei propri limiti e delle proprie possibilità: Oskari vive nell’ombra di un padre considerato alla stregua di un eroe nazionale; William Alan Moore ha fatto dell’apparenza la sostanza del suo potere presidenziale. Entrambi hanno bisogno di dimostrare, in primis a se stessi, il proprio valore. Quando i terroristi che hanno abbattuto l’Air Force One si paleseranno per completare il lavoro, i due protagonisti avranno loro malgrado la propria chance di farsi valere.

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Recensione di J. Edgar

J. EDGAR

F.B.I. è un acronimo il cui significato è noto a tutti. Lo stesso cinema, come la televisione, si è fatto carico di diffonderne il mito nel bene e nel male, rendendolo un’istituzione che ha contribuito non poco alla costruzione di una certa idea degli Stati Uniti e dei loro standard di sicurezza. John Edgar Hoover è stato l’anima e il direttore dell’FBI per decadi: entrato nel bureau sotto Coolidge, ne restò a capo fino alla morte, avvenuta 48 anni e 8 Presidenti dopo, diventando una delle figure di riferimento della storia organizzativa e politica degli Stati Uniti del ‘900. Clint Eastwood si focalizza su questo controverso personaggio, costruendo un biopic molto interessante e capace di dare espressione alle mille sfaccettature che compongono la complessità di un individuo. Il ritratto che emerge è tutt’altro che agiografico: J. Edgar viene svelato, tramite un montaggio che alterna sequenze riferibili a diverse fasi della sua vita, tanto nella sua figura pubblica quanto in quella privata, affrontandone le criticità senza edulcorarle.

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