TRAFFICANTI: LA RECENSIONE

Todd Phillips ricostruisce la surreale storia vera di David Packouz (Miles Teller) e Efraim Diveroli (Jonah Hill): due giovani che, improvvisatisi trafficanti d’armi, scalano le gerarchie del loro settore fino a vincere una commessa da trecento milioni di dollari dal Governo Americano per la fornitura di armi da usare in Afghanistan. Portare a termine un lavoro di tale mole non sarà uno scherzo e i modi per raggiungere l’obiettivo potrebbero comportare accordi con personaggi non proprio raccomandabili e pesanti conseguenze su diversi piani.

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SICARIO: LA RECENSIONE

Kate Macer (Emily Blunt) è un’agente dell’FBI specializzata in sequestri di persona che la conducono suo malgrado nel mondo del narcotraffico. Un ottimo stato di servizio e la volontà di risolvere alla fonte un problema di cui ha sempre visto solo le ultime code, la portano a unirsi a una squadra specializzata, guidata da Matt Graver (Josh Brolin) e dal suo misterioso alleato Alejandro (Benicio Del Toro), il cui operato è spesso segreto e non sempre…pienamente aderente al protocollo. Kate si troverà invischiata in situazioni che ne metteranno in crisi il sistema di valori: la sconvolgente realtà del narcotraffico, il potere che dimostra di avere e gli orrori di cui rende capaci farà vacillare il suo rispetto sacrale per le regole, la volontà di trasparenza e correttezza che non hanno reale spazio in una guerra clandestina in cui salvare la propria vita significa spesso porre fine a quella di un’altra persona.

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Recensione di J. Edgar

J. EDGAR

F.B.I. è un acronimo il cui significato è noto a tutti. Lo stesso cinema, come la televisione, si è fatto carico di diffonderne il mito nel bene e nel male, rendendolo un’istituzione che ha contribuito non poco alla costruzione di una certa idea degli Stati Uniti e dei loro standard di sicurezza. John Edgar Hoover è stato l’anima e il direttore dell’FBI per decadi: entrato nel bureau sotto Coolidge, ne restò a capo fino alla morte, avvenuta 48 anni e 8 Presidenti dopo, diventando una delle figure di riferimento della storia organizzativa e politica degli Stati Uniti del ‘900. Clint Eastwood si focalizza su questo controverso personaggio, costruendo un biopic molto interessante e capace di dare espressione alle mille sfaccettature che compongono la complessità di un individuo. Il ritratto che emerge è tutt’altro che agiografico: J. Edgar viene svelato, tramite un montaggio che alterna sequenze riferibili a diverse fasi della sua vita, tanto nella sua figura pubblica quanto in quella privata, affrontandone le criticità senza edulcorarle.

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