Recensione di Rocknrolla

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Che questo sia un film di Guy Ritchie si capisce semplicemente guardando poche scene prese a caso – il loro montaggio, le inquadrature, il ritmo – e tutte denunciano chiaramente lo stile del regista britannico, capace di raccontare in modo intrigante e molto personale la realtà dei bassifondi inglesi. E’ proprio in questo contesto che Ritchie ci riporta con la sua ultima opera: la Londra dell’espansione edilizia, cuore dello sviluppo occidentale e terreno, conteso fra malavita “autoctona” e d’importazione (russa, nella fattispecie), fra vecchie glorie, delinquenti minori e parvenu.

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