Recensione di Giustizia Privata

Recensione di Giustizia Privata

giustizia privata

Clyde Shelton (Gerard Butler) assiste impotente all’omicidio di sua moglie e di sua figlia ad opera di due balordi, ben presto catturati dalla polizia. Il procuratore di Philadelphia Nick Rice (Jamie Foxx), al quale il caso è affidato agisce contro le aspettative di Shelton e, piuttosto che rischiare di non ottenere una condanna che rovinerebbe la sua percentuale di riuscita del 93%, dà la possibilità al peggiore dei due criminali di testimoniare a danno del compagno, decretandone la pena di morte a fronte di pochi anni di carcere. La scena della stretta di mano fra l’omicida e il procuratore aggiunge la beffa all’ulteriore danno che Shelton sente di aver subito. A 10 anni di distanza, in occasione dell’esecuzione dell’omicida condannato a morte, Shelton opera la sua meticolosa vendetta, che non si limita alla punizione dei due assassini, ma coinvolge tutti coloro che non hanno fatto in modo che la giustizia avesse il suo giusto corso…

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Recensione di Gamer

gamer

Dopo l’originale Crank, i registi Mark Neveldine e Brian Taylor firmano Gamer, film di fantascienza con venature cyberpunk che racconta gli eccessi di una società non troppo diversa dalla nostra. Siamo nel 2034, il mondo è affascinato da due nuove forme d’intrattenimento, evoluzioni distorte di un videogioco e di un social network, rispettivamente “Slayers” e “Society”. I due programmi permettono agli utenti il controllo diretto di avatar umani, impossibilitati ad opporsi ai comandi che ricevono tramite un sofisticato sistema che agisce a livello neuronale.

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Recensione di Rocknrolla

rocknrolla

Che questo sia un film di Guy Ritchie si capisce semplicemente guardando poche scene prese a caso – il loro montaggio, le inquadrature, il ritmo – e tutte denunciano chiaramente lo stile del regista britannico, capace di raccontare in modo intrigante e molto personale la realtà dei bassifondi inglesi. E’ proprio in questo contesto che Ritchie ci riporta con la sua ultima opera: la Londra dell’espansione edilizia, cuore dello sviluppo occidentale e terreno, conteso fra malavita “autoctona” e d’importazione (russa, nella fattispecie), fra vecchie glorie, delinquenti minori e parvenu.

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