Recensione di Smile

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Ovvero, un horror da ridere… Partendo dal tòpos dell’oggetto maledetto che porta sventure ai malcapitati che ne vengono in possesso, Francesco Gasperoni realizza Smile, il racconto delle avventure di un gruppo di amici in vacanza nei boschi dell’Atlante, in Marocco.

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Recensione di Sex Movie in 4D

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Il titolo lascerebbe pensare che questo film sia l’ennesima incarnazione della serie che ha inScary Movie il suo capostipite, ma la realtà è diversa: Sex Movie in 4D è molto più simile alla serie di American Pie e a Road Trip, si tratta infatti di una commedia adolescenziale, che mescola ammiccamenti, romanticismo e demenzialità.

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Recensione di Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban

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Il terzo episodio della saga del maghetto con la cicatrice e gli occhiali tondi rappresenta la prima avventura dai toni evidentemente più cupi che il protagonista e i suoi amici si trovano a vivere, nonché una tappa fondamentale per spiegare il passato di Harry. Il film si apre, come i due precedenti, nel mondo dei babbani, dal quale Harry si allontana a bordo del magico Nottetempo, autobus stregato dagli affascinanti poteri. Tornato nel mondo dei maghi, Harry ritrova i suoi amici Ron e Hermione, con i quali intraprende il viaggio in treno per Hogwarts, non prima di essere stato messo in guardia dal padre di Ron sulla fuga dal carcere magico di Azkaban dello stregone Sirius Black, fedele seguace di Voldemort, che cercherà probabilmente vendetta nei confronti del nostro eroe. È proprio a causa di Black, inoltre, che in tutto il mondo magico sono in azione i “dissennatori”, malvagie creature dai sinistri poteri, carcerieri che nel cercare l’evaso incrociano più volte, con esiti drammatici, la strada del giovane grifondoro.

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Recensione di Harry Potter e la Camera dei Segreti

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Secondo episodio della saga a venir trasposto sul grande schermo, Harry Potter e la Camera dei Segreti racconta quanto avviene durante il secondo anno trascorso a Hogwarts dal maghetto di Privet Drive e dai suoi amici. Harry torna con piacere a Hogwarts, sebbene un nuovo, strano personaggio di nome Dobby, un elfo domestico, tenti in ogni modo di dissuaderlo, nella paura che possa accadergli qualcosa di brutto. La piccola creatura, per quanto si comporti in modo bizzarro, sembra in fondo avere ragione: a Hogwarts avvengono fatti decisamente insoliti, che iniziano a divenire preoccupanti quando gli studenti nati da genitori babbani, sprovvisti cioè di poteri magici, iniziano misteriosamente a venir pietrificati. La paura che qualcosa di terribile sia stato risvegliato nei recessi del castello di Hogwarts, induce il giovane Harry e i suoi fedeli amici Ron e Hermione ad indagare, fino a giungere ad una straordinaria quanto agghiacciante verità.

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Recensione di Harry Potter e la Pietra Filosofale

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Primo capitolo di una serie di film tratti dai celebri romanzi di J.K. RowlingHarry Potter e la Pietra Filosofale ci introduce in un mondo magico e straordinario, un contesto straordinariamente disegnato, in cui si muovono personaggi ben studiati e definiti. Harry Potter (Daniel Radcliffe) è un bambino dalla sorte singolare: scampato ad un tragico destino che non ha avuto pietà dei suoi genitori, ha vissuto suo malgrado l’infanzia con degli zii senza cuore, che l’hanno trattato come una sorta di piccolo servo, riservando tutto il loro amore all’odioso e viziatissimo figlio Dudley (Harry Melling). Un giorno un enorme personaggio di nome Hagrid (Robbie Coltrane) viene a prenderlo per condurlo a Hogwarts, la più prestigiosa scuola di magia del mondo, spiegandogli – non senza sorprenderlo – che il suo destino è quello di essere un mago come i suoi genitori prima di lui. Ma non solo: Harry scoprirà che a decretare la morte dei suoi genitori è stato un terribile mago di nome Voldemort, scomparso nel giorno in cui non riuscì a prendere la vita di Harry, ma che si teme possa tornare per compiere la propria vendetta.

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Recensione di Immagina Che…

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Dopo una serie di film non propriamente esaltanti, Eddie Murphy si cimenta con una commedia per famiglie che non aggiunge niente al genere, ma risulta una declinazione estremamente gradevole e delicata del tema “conflitto famiglia/lavoro”. Evan (Eddie Murphy), classico cavallo di razza della finanza americana, broker dal grande fiuto che dedica tutto se stesso al lavoro. si trova in competizione con Whitefeather (Thomas Haden Church), un collega che si affida a sogni e intuizioni “da indiano” per cercare di sottrargli clienti importanti. A complicare la sua situazione c’è anche la figlia Olivia (Yara Shahidi), affidatagli – per la settimana di “turno” – dalla moglie, con la quale Evan è separato. Olivia è una dolcissima bambina che, come il Linus schulziano, porta sempre una coperta al suo seguito, oggetto con la quale è in grado di entrare in un mondo di fantasia abitato da regine e principesse. La bambina passa molto tempo a parlare con questi personaggi immaginari, suscitando la perplessità e il fastidio del padre, almeno fino a quando tali principesse immaginarie non iniziano a dargli clamorosi suggerimenti finanziari. Il progressivo avvicinamento fra padre e figlia, porta all’improrogabile scelta finale fra il raggiungimento del culmine di una carriera o il definitivo consolidamento degli affetti familiari.

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Recensione di Sacro & Profano

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Madonna, oltre ad essere una delle più grandi icone del pop e ad aver recitato in diverse pellicole di maggiore o minore successo, passa ora dietro la macchina da presa per dirigere un film scritto e prodotto da lei stessa. Nato come cortometraggio, poi esteso in corso d’opera,Sacro e Profano è la storia di A.K. (Eugene Hutz, leader dei Gogol Bordello) e delle sue coinquiline Juliette (Vicky McClure) e Holly (Holly Weston), tre giovani che vivono di espedienti, coltivando la speranza di realizzare i propri sogni.

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Recensione di Visions

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Un’idea potenzialmente interessante e degli effetti speciali sopra la media delle produzioni italiane sono i punti a favore del thriller affidato a Luigi Cecinelli, che purtroppo non rimane all’altezza delle aspettative che suscita. Ispirato in maniera evidente alla serie di Saw, a Spiderdi Cronenberg – dal quale trae il nome per il killer protagonista – e ricco di rimandi a tutto il filone dei thriller psicologici venati di elementi horror, Visions affronta la caccia al serial killer ricorrendo all’espediente dei poteri paranormali.

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Recensione di Coco avant Chanel

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Anne Fontaine dirige Audrey Tautou in un film che celebra la figura di Gabrielle “Coco” Chanel adottandone lo stile: un film elegante e distaccato che sembra non partecipare alla storia che racconta. Incontriamo per la prima volta Gabrielle (la Tautou) insieme alla sorella Adrienne (Marie Gillain), mentre vengono affidate dal padre ad un orfanotrofio. Le due sorelle crescono insieme e sbarcano il lunario lavorando di giorno come sartine e cantando di notte in un locale notturno. Proprio in questo contesto fanno gli incontri più importanti per l’evoluzione delle loro vite: Adrienne si innamora, ricambiata, di un barone, mentre Gabrielle instaura una relazione con Balsan (Benoit Poelvoorde), un ricco gentiluomo di campagna, che la accoglie nella propria tenuta.

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Recensione di Star System – Se non ci sei non esisti

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Robert B. Weide dirige Simon PeggKirsten DunstMegan Fox e numerosi altri volti noti di Hollywood in una commedia che alterna momenti esilaranti ad una critica impietosa – ma scontata – dello showbiz americano, il tutto calato in un confronto continuo fra cultura oltreoceano e cultura britannica.

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