IL DIRITTO DI UCCIDERE: LA RECENSIONE

Anche la stagione estiva può riservare delle ottime sorprese cinematografiche, fra le quali si inserisce senza dubbio Il diritto di uccidere. Scritto da Guy Hibbert e diretto da Gavin Wood, non è il remake del film degli anni ’50 di Nicholas Ray, ma un thriller politico-militare molto ben realizzato e interpretato da un cast di livello, che annovera Helen Mirren, Aaron Paul e il compianto Alan Rickman.

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SKIPTRACE – MISSIONE HONG KONG: LA RECENSIONE

Skiptrace – Missione Hong Kong è un film diretto da Renny Harlin, prodotto e interpretato da Jackie Chan, che divide lo schermo con Johnny Knoxville. Sulla scia di film di appeal enormemente superiore, come Rush Hour, Skiptrace propone la classica improbabile coppia composta dal personaggio orientale e quello occidentale, profondamente diversi ma perfettamente combinati per raggiungere un comune obiettivo. A questa formula si aggiunge un viaggio attraverso la Cina che sembra ricalcato da un itinerario turistico: se da una parte questo invoglia effettivamente a vedere il paese orientale e le sue meraviglie, dall’altro predispone sviluppi narrativi a volte insensati e troppo artificiosi.

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LA NOTTE DEL GIUDIZIO – ELECTION YEAR: LA RECENSIONE

Le premesse di questo nuovo episodio si ammantano di idealismo, ideologia e contrapposizioni politiche: in una distopia in cui i Nuovi Padri Fondatori, inventori dello “sfogo annuale” sono ormai da tempo al governo negli Stati Uniti, la senatrice Charlene “Charlie” Roan (Elizabeth Mitchell) si propone come avversario del partito nella corsa alla Casa Bianca, proponendo come punto fondamentale della propria campagna il bando di questa pratica. Per chi non avesse dimestichezza con il contesto, lo “sfogo annuale” consiste in una notte all’anno in cui tutto è permesso nelle strade delle città americane: omicidi, stupri, rapine. Per la cittadinanza, un modo per purgarsi dei propri istinti negativi e comportarsi virtuosamente nel resto dell’anno. Naturalmente non è proprio così che vanno le cose e, anzi, la notte dello sfogo annuale è diventata nel tempo il momento delle rese dei conti e il contesto per l’eliminazione fisica dei propri avversari politici. La volontà di liberarsi di una minaccia concreta alla loro leadership spingerà i Nuovi Padri Fondatori a legalizzare la violenza anche nei confronti della classe politica, fino ad allora tutelata. Sarà compito del capo della sicurezza Leo Barnes (Frank Grillo) difendere la vita della senatrice e, con l’aiuto di un gruppo di improbabili eroi, combattere il fuoco col fuoco.

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STAR TREK – BEYOND: LA RECENSIONE

Per il terzo film del nuovo corso intrapreso da Star Trek sotto la guida di J.J. Abrams, si cambia regia, affidata a Justin Lin, e sceneggiatori (inserendo fra questi Simon Pegg) ma non gli ingredienti che hanno regalato il successo ai precedenti episodi. Anche in Star Trek Beyond, infatti, l’equipaggio dell’Enterprise affronta peregrinazioni che lo porteranno questa volta su un pianeta nascosto in una nebulosa quasi impenetrabile, sul quale una minaccia gravissima per la Federazione dei Pianeti sta
per essere scatenata. Il ritmo serrato è la cosa che più resta in testa di questo film, che illude con un avvio relativamente lento e discorsivo, per poi lanciarsi in una cavalcata con ben pochi attimi di respiro.

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LA BATTAGLIA DEGLI IMPERI – DRAGON BLADE: LA RECENSIONE

Kolossal cinese diretto da Daniel Lee, La Battaglia degli Imperi è un film ingenuo quanto costoso, che intreccia un racconto di fantastoria che richiama da vicino L’Impero dei Draghi diValerio Massimo Manfredi, proponendo una narrazione filmica che definire altalenante è un eufemismo.

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TORNA IN SALA LA GRANDE BELLEZZA IN EDIZIONE INTEGRALE

A distanza di 3 anni, Indigo Film, Medusa Film e Nexo Digital riportano nuovamente in sala, per soli 3 giorni – dal 27 al 29 giugno –  La grande bellezza, in una versione estesa che comprende 30 minuti di girato in più rispetto all’edizione vincitrice dell’Oscar come miglior film straniero. Che sia piaciuto o meno, lo si sia amato o detestato, o più difficilmente abbia lasciato indifferenti, La grande bellezza ha segnato un qualche spartiacque nella proposta cinematografica italiana, riportandoci anche in modo più evidente sullo scenario internazionale.

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ANGRY BIRDS – IL FILM: LA RECENSIONE

A poche settimane di distanza dall’uscita di Warcraft – L’Inizio, film dedicato all’universo videoludico creato da Blizzard, ci troviamo ora a vedere i risultati della trasposizione di un videogame di successo profondamente di verso: quell’Angry Birds che ha fatto le fortune di Rovio e ha decretato l’affermazione planetaria del mobile gaming.

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WARCRAFT – L’INIZIO: LA RECENSIONE

Warcraft, nelle sue varie declinazioni, è uno dei brand più noti e potenti del mondo videoludico, una corazzata che, dallo strategico al mmorpg, ha coinvolto e appassionato milioni di fans, costruendo un universo di riferimento ricco di dettagli, contesti, personaggi e storie che ben si presta effettivamente a trovare una declinazione anche al cinema. Malgrado questo, adattare un videogioco di successo in un film non è mai stata cosa semplice: la storia di questi tentativi è costellata di fallimenti, con qualche rara e parziale eccezione, ad esempio la saga di Resident Evil, Silent Hill, in termini di botteghino anche e soprattutto il primo Tomb Raider…

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CAPTAIN AMERICA – CIVIL WAR: LA RECENSIONE

Steve Rogers (Chris Evans) e Tony Stark (Robert Downey Jr.) non si sono mai particolarmente amati. Facce opposte della medaglia Avengers, Capitan America e Iron Man sono di fatto i leader dei Vendicatori, l’uno per meriti “di servizio” e l’altro per…carisma e potere d’acquisto. In Civil War, tecnicamente terzo capitolo
cinematografico dedicato a Capitan America ma de facto una sorta di [Avengers 2.5, i ruoli e i valori di riferimento dei due eroi sembrano invertirsi: Rogers, uomo immagine dell’esercito e difensore dell’ordine costituito, nel momento in cui tali strutture sembrano essere incapaci di far collimare il suo desiderio di giustizia con i suoi interessi e affetti personali, si predispone a violare regole e protocolli; Stark, da sempre egocentrico e indifferente alle norme, accetta l’ipotesi di limitare il potere di un gruppo le cui azioni hanno conseguenze potenziali e reali di grande impatto, come dimostrato dalla scia di distruzione lasciata nei precedenti film.

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LA FORESTA DEI SOGNI: LA RECENSIONE

Aokigahara (“Mare di alberi”) è una fitta foresta alle pendici del monte Fuji, nota, ancor più che per la sua bellezza, per essere il luogo in Giappone con il più alto numero di suicidi. Questa premessa, al di là delle speculazioni socio-antropologiche che porta con sé, ben si presta a essere inserita in un film il cui genere si potrebbe presumere essere l’horror. Sebbene esistano effettivamente due produzioni di genere su Aokigahara, Gus Van Sant per il suo La foresta dei sogni ha scelto un’interpretazione diametralmente opposta: il mare verde, la natura incontaminata e imparziale rispetto ai destini dell’uomo si pone come luogo di riflessione sulla vita che, se può indurre alcuni a ritenere compiuto il proprio percorso, può portare altri a trovare nuovi stimoli e la forza per continuarlo.

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