Recensione di Resident Evil: Retribution

resident evil retribution

Creare un videogioco e realizzare un film sono due cose molto diverse, che implicano competenze, modalità di fruizione, approcci differenti. Ad oggi sono pochi i film che hanno saputo essere buone trasposizioni di videogiochi, sono più i videogiochi riveelatisi in grado di trasporre i film da cui derivano, delineando un rapporto fra media potenzialmente esplosivo, ma che non ha ancora trovato una formula universale per non esplodere in mano ai realizzatori. La serie di Resident Evil è un brand in cerca della propria identità: distaccatasi fin dall’inizio dal videogioco, la versione cinematografica ha puntato tutto sul personaggio di Alice (Milla Jovovich), creata ad hoc per diventare protagonista di una narrazione sci-fi/action/horror i cui riferimenti al gioco sono concreti solo nel secondo capitolo. Sul grande schermo la serie è giunta oggi al quinto episodio, tornando nelle mani di Paul W.S. Anderson, che ne aveva diretto il primo e il quarto adattamento.

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Recensione di Red

Red

Negli ultimi anni l’industria cinematografica ha preso a considerare con molta attenzione il mondo dei fumetti come un contenitore di universi narrativi dal quale pescare i soggetti per adattamenti più o meno riusciti, ma comunque capaci di attirare in sala un ampio pubblico. Nel caso di Red, l’opera dal quale è tratto il film è un fumetto scritto da Warren Ellis e illustrato da Cully Hamner per le insegne della DC Comics. Anche senza aver letto le striscie, risulta immediato immergersi nella narrazione ed entrare in sintonia con i personaggi che ne sono protagonisti.

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Recensione di G.I. Joe – La nascita dei Cobra

g i joe

Dopo Transformers, un’altra celebre linea di giocattoli diviene lo spunto per la realizzazione di un blockbuster tutto azione ed effetti speciali, affidato questa volta alla regia di Stephen Sommers. I G.I. Joe cinematografici sono un segretissimo reparto d’elite internazionale, equipaggiato delle migliori tecnologie e votato alla difesa del mondo contro gruppi di terroristi altrettanto avveniristicamente dotati.

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Recensione di Rocknrolla

rocknrolla

Che questo sia un film di Guy Ritchie si capisce semplicemente guardando poche scene prese a caso – il loro montaggio, le inquadrature, il ritmo – e tutte denunciano chiaramente lo stile del regista britannico, capace di raccontare in modo intrigante e molto personale la realtà dei bassifondi inglesi. E’ proprio in questo contesto che Ritchie ci riporta con la sua ultima opera: la Londra dell’espansione edilizia, cuore dello sviluppo occidentale e terreno, conteso fra malavita “autoctona” e d’importazione (russa, nella fattispecie), fra vecchie glorie, delinquenti minori e parvenu.

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Recensione di Cloverfield

cloverfieldIl nuovo monster/disaster movie prodotto da J.J. Abrams…Pura strategia di marketing o qualcosa di nuovo sotto il sole di Hollywood? A mio modesto parere entrambe le cose.
Lanciato con una strategia volta a far salire l’attesa e a limitare il più possibile il trapelare di notizie a riguardo, Cloverfield è stato definito (e se non lo è stato lo dico io!) come un incrocio fra Blair Witch Project e Godzilla, un esperimento azzardato forse, ma non privo di fascino e secondo me pienamente riuscito.