JURASSIC WORLD: NON SOLO UN PARCO A TEMA

Jurassic World è un film che risulta difficile valutare in maniera obiettiva: il peso del capostipite della serie, a dispetto della pochezza del secondo e terzo episodio, rende complesso approcciare un’opera che è molto consapevole di tale eredità e la rimarca con costanza. Quasi a voler esplicitare il legame, Jurassic Park in Jurassic World è citato con continuità smaccata, con scene topiche e situazioni del primo ripetute diverse volte nel contesto del secondo, in un gioco di citazioni che mima il rapporto tra un padre autorevole e un figlio desideroso di avere la sua approvazione. Il risultato va valutato con un certo distacco, che almeno il sottoscritto inizialmente ammette di non aver avuto.

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SYMPHONY OF THE GODDESSES: ZELDA AL TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI

Grande entusiasmo da parte del folto pubblico di appassionati che, la sera del 24 aprile 2015, si è ritrovato presso il Teatro degli Arcimboldi di Milano per assistere a The Legend of Zelda: Symphony of the Goddesses – Master Quest, primo appuntamento italiano con le musiche di Zelda suonate da una vera orchestra sinfonica.

L’esperimento non è nuovo – Square Enix ha iniziato a proporre concerti dalle musiche di Final Fantasy già dal 2002 – ma è sicuramente ben accetto e di alta qualità: portare in giro per il mondo le musiche di Zelda, probabilmente una delle saghe di maggior riconoscibilità per il mondo dei videogiochi, avvicinando in tal modo gli appassionati di videogiochi al mondo della musica sinfonica e, per converso, far comprendere anche a chi si senta molto distante dal mondo videoludico il livello di qualità raggiunto da tali produzioni.

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BLOODBORNE – HANDS ON

Atteso, posticipato, bramato da tanti come successore spirituale della saga di Dark Souls, Bloodborne sembra avviato sulla strada del successo assicurato. Abbiamo avuto la fortuna di provare, nella sede romana di Sony Computer Entertainment, una versione non definitiva del gioco, esplorando la primissima parte del titolo fino allo scontro con il primo boss di livello.
Il fatto che la versione sperimentata non fosse ottimizzata implica la possibilità che alcune delle cose che andremo a dire subiranno qualche modifica, ma il feeling che il gioco ci ha trasmesso, lo diciamo subito, è assolutamente positiva.

Andando con ordine, il gioco è introdotto da una fase di costruzione del personaggio in linea con quanto ci si potrebbe aspettare da un titolo del genere, con un editor che, oltre alle canoniche impostazioni fisiche, include anche una divertente possibilità di scelta sul “background culturale” del nostro avatar, con opzioni varie che spaziano da “infanzia traumatica” a “nobile” con tutte le sfumature intermedie che potete ipotizzare.

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ANTROPOCINEMA: L’OCCHIO DEL CINEMA PUNTATO SULL’UOMO

Doverosa premessa: Andrea Guglielmino è un amico e collaboratore di Four Magazine. È giusto che questo sia esplicitato per correttezza nei confronti dei lettori, ma anche per riconfermare che quanto leggerete su “Antropocinema”, il suo nuovo libro, non è uno spot o un favore fatto ad un amico: per la stima che abbiamo di voi e di lui, se il volume non fosse stato meritevole d’attenzione, semplicemente non l’avremmo recensito.

Antropocinema1In quanti ambiti e in quante discipline si è cercato di inserire il cinema come campo d’indagine…L’arte nel suo complesso – e indubbiamente il cinema sa essere arte – dice tanto dell’uomo, del periodo in cui è creata, del contesto culturale in cui gli artisti hanno vissuto e operato. Guglielmino, in un saggio agile e divertente, ci racconta in che modo il cinema, e in particolare il cinema di genere, può essere di supporto all’antropologia, approcciando i film con un metodo comparativo che, nell’evidenziare le differenze e somiglianze fra le varie versioni di uno stesso racconto o le sue evoluzioni in termini di sequel, prequel, spin-off e quant’altro, ci racconta qualcosa di noi e di come nel tempo ci siamo evoluti…se in meglio o in peggio l’autore non lo dice!

 

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http://www.fourzine.it/2015/07/antropocinema-locchio-del-cinema-puntato-sulluomo/16307

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Recensione di “STAR WARS – L’ULTIMA MISSIONE” DI TIMOTHY ZAHN

Si chiude con questo L’Ultima Missione la trilogia di Thrawn, probabilmente la più solida e credibile storia dell’universo espanso di Star Wars. Per quanti non sapessero di cosa stiamo parlando,  Thrawn è il Grand’Ammiraglio della Flotta Imperiale che, all’indomani della morte dell’Imperatore, prende le redini della situazione e riorganizza le forze imperiali contro la Nuova Repubblica in modo sorprendente, arrivando a ribaltare le sorti di un conflitto che sembrava avviato ad una facile conclusione. Nel corso dei due precedenti volumi Timothy Zahn ci ha raccontato di come si siano evolute le situazioni nei due opposti schieramenti e ha introdotto una serie di nuovi personaggi che si sono uniti ai classici eroi che tutti abbiamo imparato a conoscere e amare, fra i quali spiccano lo stesso Thrawn, il contrabbandiere Karrde, i jedi Mara Jade e C’baoth, la popolazione dei Noghri… Ognuno di loro ha un ruolo importante nell’economia della storia e si integra perfettamente nel contesto, già molto strutturato e definito, dell’universo di  Guerre Stellari. Per quanti non avessero letto i precedenti volumi, il consiglio è di non procedere oltre nella lettura e recuperarli, ne trovate le recensioni QUIe QUI, confidando nel fatto che si tratti di un’ottima lettura. Per quanti hanno già nel proprio bagaglio di esperienze i due capitoli precedenti, l’azione riprende da dove si interrompeva il secondo volume, con la Repubblica in grande difficoltà dopo la conquista della flotta Katana da parte dell’impero, mentre la gestione del jedi C’baoth diventa per Thrawn sempre più complessa, per quanto necessaria a gestire la flotta e la creazione di un nuovo esercito di cloni. Mentre il Grande Ammiraglio è alle prese con questi aspetti della guerra, sul fronte opposto Leia dà alla luce due gemelli, un maschio e una femmina, ma non ha tempo di dedicarsi al suo ruolo di mamma a tempo pieno: la Repubblica ha bisogno di lei e di tutti i suoi cari per gestire il difficile momento. Le manovre di Thrawn infatti hanno creato grande scompiglio nella galassia e la prospettiva che la guerra si riapra a favore dell’Impero sono sempre più consistenti. Senza svelare oltre l’evoluzione della trama possiamo confermare la qualità del capitolo conclusivo della trilogia scritta da Zahn: che si sia o meno fan di Guerre Stellari, si tratta di una narrazione avvincente, ricca di colpi di scena, ben scritta e ben adattata. Il divertimento è assicurato da una coerenza ineccepibile sia al contesto storico che, soprattutto, alla caratterizzazione di personaggi che sono ormai entrati nell’immaginario collettivo: leggere di Han e figurarselo senza forzature, riconoscendone tutte le sfumature, significa che l’autore sapeva davvero quel che stava facendo. E del resto stiamo parlando della più importante saga fantascientifica della storia, aspettarsi di meno non era probabilmente possibile.

Recensione di “STAR WARS – SFIDA ALLA NUOVA REPUBBLICA” DI TIMOTHY ZAHN

Chi legge abitualmente le recensioni su Four Magazine avrà notato che i libri che riguardano l’universo di Star Wars sono sempre molto ben valutati.

Precisando che non siamo prezzolati da George Lucas, il motivo di questa considerazione, l’abbiamo spesso ribadito, è da rintracciare nello straordinario lavoro degli autori scelti per approcciare l’universo espanso di quella che è probabilmente la più popolare saga fantascientifica della storia.

Star Wars – Sfida alla Nuova Repubblica è il secondo volume della Trilogia di Thrawn, seguito ufficiale della storia raccontata nella Trilogia che vede protagonisti Luke e Darth Vader. Non potendo essere fisicamente presente il secondo per i motivi che pensiamo conosciate, è affidato al primo e al resto dei personaggi che abbiamo imparato a conoscere – Han, Leia, Chwebacca, Lando, ecc.. – il compito di difendere la neoricostituita repubblica dalla minaccia di Thrawn.

star wars Thrawn

Quest’ultimo, personaggio, entrato in scena dopo la morte dell’Imperatore, è l’ultimo Grande Ammiraglio della flotta imperiale, assurto a guida di ciò che resta dell’Impero.

Caratterizzato da un acume straordinario e dalla capacità di prevedere le mosse dell’avversario a partire dai suoi gusti in fatto di arte, Thrawn è un personaggio di grande carisma che si cala perfettamente nel solco di Star Wars, integrandosi in trame che non hanno molto da invidiare ai capitoli cinematografici.

Insieme a lui altri personaggi si inseriscono nella narrazione: il Jedi Oscuro C’Baoth, Mara Jade, Kardde, tutti definiti ottimamente e destinati ad interpretare importanti ruoli nell’evoluzione del conflitto fra Impero e Nuova Repubblica.

Raccontare la trama di Star Wars – Sfida alla Repubblica non è possibile senza rivelare importanti dettagli del capitolo precedente, Star Wars – L’Erede dell’Impero, vi basti quanto detto sopra per convincervi che si tratta di un libro che i fan di Star Wars non possono non avere e che piacerà senza dubbio a chiunque apprezzi narrazioni ben costruite, a prescindere dal fatto che si tratti di fantascienza o meno.

Recensione di “STAR WARS – L’EREDE DELL’IMPERO” di Timothy Zahn

Uscito nel 1991 come seguito ufficiale della storia raccontata nella prima trilogia di Guerre Stellari, l’Erede dell’Impero di Timothy Zahn è il primo volume di una trilogia cartacea che ha ottenuto uno strepitoso successo nei vent’anni trascorsi dalla sua uscita e che torna oggi in una versione completa di una storia inedita e dei commenti di autore, editor e responsabile di Lucasfilm.

A cinque anni dalla morte di Darth Vader e dell’Imperatore, i Ribelli sono diventati il nucleo originario della Nuova Repubblica, in rapida espansione a danno di ciò che resta delle forze imperiali. Leia ha sposato Han ed è ora in dolce attesa di due gemelli, mentre Luke è combattuto fra le responsabilità che gravano su di lui come capostipite di una nuova generazione di Jedi. Le minacce per la giovane Repubblica sono però ancora molte, e su tutte s’impone il ritorno del Grand’Ammiraglio Thrawn, Signore della Guerra che ha combattuto per l’Impero nelle zone più remote della Galassia e ha ora tutte le intenzioni di ricostruire la grandezza dell’esercito imperiale, guidandolo dalla propria ammiraglia, lo Star Destroyer “Chimaera”.

In un’edizione molto ben curata e tradotta, con un’accattivante copertina metallizzata, L’Erede dell’Impero arriva in Italia per il piacere dei tanti appassionati di Star Wars, che troveranno il libro una lettura imprescindibile. Grande fan a sua volta dell’universo creato da George Lucas, Zahn ha saputo creare una narrazione che vive delle stesse atmosfere dei film, facendo non solo rivivere gli eroi cui tanti si sono affezionati, ma contrapponendogli un avversario così ben caratterizzato e carismatico da rientrare di diritto nel novero delle migliori figure appartenenti a quella galassia lontana lontana, insieme ad altri nuovi protagonisti come Mara Jade e Talon Karrde.

Ottimi dialoghi, splendide descrizioni e una trama in piena linea con l’andamento tipico di Guerre Stellari sono già da soli ottimi motivi per leggere il volume, ma la presenza delle note di commento dell’autore, del suo editor e del responsabile di Lucasfilm aggiungono al piacere della lettura una valenza enciclopedica molto interessante, che dà conto non solo della vastità dell’universo narrativo di Star Wars, ma anche della profonda cura con la quale tutti i tasselli, costituiti da film, libri, serie tv, videogiochi, giochi di ruolo e quant’altro, si incastrano l’uno con l’altro senza scomporre la coerenza del disegno complessivo.

Per tutti gli appassionati, come detto, si tratta di una lettura praticamente imprescindibile – e probabilmente già affrontata in lingua originale – per tutti gli altri lettori si tratta di un ottimo libro di fantascienza, che non mancherà di dare ore di grande intrattenimento.

STAR WARS: 2 TRAILERS ESALTANO L’UNIVERSO TRANSMEDIALE CREATO DA GEORGE LUCAS

Star-Wars-Il-risveglio-della-Forza
Il lancio del nuovo teaser di Star Wars: Il Risveglio della Forza è stato probabilmente l’evento mediatico di maggiore impatto dell’ultimo periodo. La risposta dei fan a quanto il trailer ha proposto ha causato reazioni, mediamente entusiastiche, prossime all’isteria. Da quel 1977 che vide Lucas realizzare  il primo episodio, divenuto poi il quarto con l’uscita della seconda trilogia, Star Wars è diventato un vero universo transmediale: non si tratta infatti solo di uno stratosferico successo cinematografico ma di una narrazione organica che si sviluppa, ormai da decenni attraverso praticamente tutti  i media esistenti: libri, fumetti, serie tv, videogiochi, giochi di ruolo, parchi a tema, eventi live…per non parlare naturalmente del merchandising.

In poco più di un giorno il trailer online ha raggiunto quasi i 30 milioni di visualizzazioni sul solo canale ufficiale, con le immaginabili conseguenze nei social network. Il successo del video è naturalmente una dimostrazione chiara dell’attenzione suscitata da Star Wars su un pubblico vasto e molto eterogeneo, che ha una diffusione mondiale e multi-generazionale: padri, figli e nipoti uniti dalla Forza del loro amore per Guerre Stellari.

Adottando una chiara e condivisibile strategia di marketing volta a sfruttare l’hype generato dal teaser del film, Electronic Arts ha lanciato il Reveal Trailer di Star Wars Battlefront, sparatutto strategico in terza persona ambientato nel periodo storico delineato dalla prima trilogia. Il videogioco rispetto al film è un medium più difficile da approcciare, almeno per una larga fetta del pubblico cinematografico, ma il modo di promuoverlo è di derivazione e ispirazione prettamente cinematografica, pertanto tranquillamente godibile da chiunque. E la qualità cinematografica del motore grafico del gioco, unito ad una regia del video che ne esalta la spettacolarità, sono perfettamente in grado di affascinare anche chi non abbia mai preso in mano un joypad.

starwars

LE STREGHE DELLA NOTTE: GIAN PIERO MILANETTI FRA STORIA DELL’AVIAZIONE E MUSICA

milanettiPersonaggio interessante, Gian Piero Milanetti, figura cross mediale di un genere particolarissimo, che intreccia la ricerca storico-scientifica con la passione per la musica, raccontando storie dimenticate dai più, riportando ai giusti onori della cronaca le eroiche e brevi vite delle aviatrici sovietiche durante la Seconda Guerra Mondiale.
“Le streghe della notte” è il titolo del volume che Milanetti ha dedicato a questa avvincente pagina della storia dell’aviazione, che vede, all’indomani dell’invasione della Russia sovietica da parte della Germania nazista, la creazione di 3 reggimenti di aviazione composti da aviatrici volontarie, chiamate al fronte da un amor patrio e un coraggio certamente non inferiore a quello di tanti compagni uomini.
Fra i 3 reggimenti, il 586, il 587 e il 588, è quest’ultimo ad aver colpito Milanetti al punto di voler raccontare nel dettaglio la storia delle aviatrici russe, componendo un volume di grande precisione documentale e ricchissimo di fotografie. Per reperire tanto le informazioni che le immagini, l’autore non si è fatto remore ad investire tempo, passione e denaro in diversi viaggi che hanno avuto come meta i luoghi delle battaglie, i campi e i paesini fra Russia e Ucraina che all’epoca rappresentarono lo scenario nel quale le streghe della notte compivano le loro imprese. Il 588 era un reggimento di bombardamento notturno, i cui membri, tutte donne sui vent’anni, si lanciavano in missioni al limite del suicida, a bordo di Polikarpov Po-2, vecchi e pesanti aerei in tela e legno, così lenti da essere difficilmente inquadrabili nei mirini dei molto più avanzati caccia tedeschi, ma al contempo facilissime prede della contraerea nazista. Nonostante i limiti dei loro mezzi, le streghe della notte seppero meritarsi il rispetto di compagni e nemici, dimostrando capacità a volte molto superiori a quelle dei colleghi maschi, e un’abnegazione e dedizione alla causa che le portò a sopportare anche intere notti di missioni, con un monte ore di volo impressionante in senso assoluto, non solo in relazione al loro essere donne.

Se il libro “Le streghe della note” riesce a dar conto della storia di queste Eroine di Russia, è con la musica che Milanetti ha potuto dare voce all’emozione che palesemente le aviatrici sovietiche hanno saputo risvegliare in lui. Dolci melodie si fondono con la malinconia e l’orgoglio di volti di donna che le note di Milanetti sanno rievocare in tutte le loro sfaccettature, nel loro essere temibili combattenti e al contempo ragazze nel fiore degli anni, a volte morte in modi spaventosi senza neanche il conforto di aver vissuto il primo amore.

PERCHÉ L’OMBRA DI MORDOR È UN TASSELLO IMPORTANTE PER LA TERRA DI MEZZO?

La-Terra-di-Mezzo-LOmbra-di-MordorLa Terra di Mezzo è un luogo immaginario al quale la fantasia e la perizia di J.R.R. Tolkien hanno saputo dare una concretezza monumentale e una riconoscibilità che ha trovato il suo apice, fino ad oggi, nella cinematografia, grazie alle due trilogie realizzate da Peter Jackson. In termini video ludici quella terra contesa fra i popoli di elfi, nani, umani e le schiere di Sauron è stata protagonista principalmente delle trasposizioni a partire dai film, ma non aveva goduto di un attenzione diretta, che riprendesse storie altre rispetto alla trilogia e, soprattutto, sapesse dare conto di aspetti che si potrebbero considerare minori, ma che permettono di dare ulteriore consistenza ad un universo narrativo così perfettamente costruito da aver condizionato la produzione di ogni titolo che al mondo del fantasy faccia riferimento.

L’Ombra di Mordor fa vivere all’utente una storia che si pone cronologicamente fra le avventure di Bilbo e quelle di Frodo, dopo quindi Lo Hobbit, ma prima della trilogia de Il Signore degli anelli. Talion, ramingo deputato alla difesa del Cancello Nero, viene ucciso insieme alla sua famiglia da 3 generali dell’Orda, fra i quali il Negromante noto come “la Mano di Sauron”, che ne impedisce la morte completa infliggendogli una maledizione. Il fine dello spietato avversario di Talion è richiamare lo spettro di un altro precedente avversario dell’Oscuro Signore, che millenni prima ebbe un ruolo determinante nell’evoluzione della storia della Terra di Mezzo.

Come spesso accade sulle pagine di Four, non ci prendiamo qui l’impegno di parlarvi diffusamente del gioco – che comunque abbiamo trovato divertente, piuttosto vario e longevo, sicuramente ben realizzato da un punto di vista tecnico – quanto di valutare il modo in cui il videogioco permetta di approfondire la conoscenza di alcuni aspetti dell’universo narrativo di riferimento in modo originale, dando valore a conoscenze enciclopediche che in un contesto strettamente narrativo non avrebbero lo stesso appeal.

L’aspetto enciclopedico è forse quello più evidentemente caratteristico di un gioco che ha meccaniche riprese di peso da Assassin’s Creed e la serie di Batman, ma che a quegli approfondimenti che caratterizzano anche i due titoli citati dà più spazio e importanza: nell’evoluzione del gioco è infatti utile ai limiti del necessario conoscere le attitudini e le specificità dei vari comandanti Uruk che ci troveremo a combattere,spesso legate al ruolo che ricoprono nell’Orda, così come i punti deboli e le tecniche necessarie a sottomettere i feroci animali che vagano per Mordor. Altro aspetto al quale non si penserebbe di dare grande rilievo, ma dona invece ulteriore spessore alla narrazione, è l’attenzione riservata alla conoscenza botaniche: le erbe e i funghi che è possibile raccogliere nel corso del gioco hanno ognuna la propria descrizione e proprietà e rimandano a storie e curiosità recuperate dalle opere di Tolkien, costruendo dei rapporti di correlazione forte e diventando un motivo di ulteriore divertimento, se non a volte di vera estasi per i fan più accaniti. Personaggi noti come lo stesso Sauron, Gollum o lo stregone Saruman intervengono più o meno direttamente nella storia de L’Ombra di Mordor, altri riferimenti alla storia, soprattutto da Il Silmarillion, sono catturati nei dialoghi fra Talion e il suo “ospite” o persino nei dialoghi che si possono ascoltare fra gli altri personaggi, in un contesto costruito in maniera tale da sembrare vivo a prescindere dalle iniziative prese dal giocatore. Alla ricerca di piante, caccia a specifici animali, all’esplorazione di determinate aree sono associati veri obiettivi di gioco, andando ad integrare in modo organico aspetto narrativo e ludico, rafforzando in quest’unione la qualità dell’attività di gioco, sia per i fan di Tolkien che per chi semplicemente ama la completezza nel rapportarsi ai giochi che intende portare a termine. Ma sorprendeentemente, o forse no, questa cura contribuisce anche alla qualità dell’intrattenimento offerto chi può divertirsi anche solo guardando giocare un altra persona, aprendo nuove prospettive sul concetto di “narrazione interattiva”.