Recensione di Dorian Gray

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Nuovo adattamento cinematografico del celeberrimo “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar WildeDorian Gray è un film che stravolge i modi e le forme del romanzo per assumere i tratti di un thriller–horror dalle atmosfere gotiche. La storia è una delle più note della letteratura inglese: Dorian Gray, giovane e bel rampollo dell’alta società inglese, viene ritratto in un quadro dall’amico pittore Hallward. Il quadro è bellissimo e dotato di una singolare peculiarità: assumendo su di sé i segni della vecchiaia e degli eccessi cui si abbandona Dorian, mantiene quest’ultimo giovane e bello. Ma il quadro rappresenta anche uno specchio dell’anima del ragazzo e della corruzione di cui è oggetto, peggiorando ad ogni nefandezza commessa dal giovane.

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Recensione di Planet 51

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Abituati come siamo a film che ci propongono continuamente invasioni ostili di alieni da combattere con ogni mezzo, la semplice intuizione del ribaltamento dei ruoli alla base del film, e l’umano visto come invasore braccato, possono essere accolte come una ventata di novità nel panorama dell’animazione, sebbene lontano dai livelli raggiunti negli anni dalla Pixar. Planet 51 vede dunque l’astronauta Chuck Baker sbarcare su un pianeta che la Nasa ritiene disabitato, salvo scoprire che su di esso esiste una civiltà dagli usi e costumi molto simili a quelli degli Stati Uniti degli anni ‘50.

Recensione di Un alibi perfetto

un alibi perfetto

Remake di un film di Fritz Lang del 1956, Un alibi perfetto è un thriller noir di Peter Hyams, interpretato da Michael Douglas insieme ai meno noti Jesse Metcalfe (Desperate Housewives) eAmber Tamblyn (The ringThe grudge).
C.J. Nicholas (Metcalfe) è un giovane giornalista che aspira allo scoop della vita. Appassionato di cronaca giudiziaria, non perde un processo condotto dal procuratore distrettuale Hunter (Douglas), le cui vittorie sono spesso determinate da prove dell’ultimo minuto. Questo particolare insospettisce C.J., che ipotizza una messa in scena di prove costruite, di volta in volta, ad hoc dallo stesso procuratore per arrivare a sentenze di condanna.

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Recensione di (500) Giorni insieme

500 giorni insieme

Film d’esordio di Marc Webb (già apprezzato regista di video musicali), (500) giorni insieme è una commedia romantica ricca di humour e leggerezza, interpretata da Joseph Gordon-Levitt Zooey Deschanel (vista nel divertente Yes Man con Jim Carrey), rispettivamente nei panni dei protagonisti Tom Hansen e Sole Finn.

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Recensione di Whiteout – Incubo Bianco

Whiteout

Il whiteout è un fenomeno naturale per il quale l’intenso candore del panorama innevato (nel caso specifico dell’Antartide) impedisce di percepire l’orizzonte e la differenza fra cielo e terra, generando un senso di spaesamento che disorienta e terrorizza chi ne è vittima. Un thriller dovrebbe generare la stessa sensazione nello spettatore, impedendogli di distinguere chiaramente quanto accade e di chi ci si possa fidare davvero. Facile dunque comprendere il parallelismo che questa pellicola, sulla scia dell’intuizione della graphic novel di Greg Rucka eSteve Lieber, tenta di portare avanti.

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Recensione di Io, Robot

 

Io-RobotSiamo nel 2035, un futuro quanto mai prossimo in cui l’avanzamento tecnologico ha portato alla diffusione capillare dei robot nella realtà di ogni giorno: gli automi sono impiegati per qualsiasi attività e sembra ormai impossibile fare a meno di loro. In questo mondo, il detective Spooner (Will Smith) è chiamato ad indagare sulla morte del genio della robotica Alfred Lanning (James Cromwell), precipitato dopo aver sfondato la parete di vetro del suo ufficio a pochi giorni dall’uscita sul mercato di una nuova serie di automi da lui sviluppati. Malgrado i robot siano programmati secondo le tre leggi della robotica di asimoviana memoria, l’insieme delle quali dovrebbe impedire che un automa possa nuocere gli umani, Spooner è talmente convinto della loro stupidità e pericolosità da imbarcarsi in una sorta di crociata personale contro di essi, in particolare contro Sonny, l’esemplare della nuova generazione cui attribuisce la responsabilità della morte di Lanning.

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Recensione di Segnali dal Futuro

segnali dal futuro

John Koestler (Nicholas Cage) è un professore di astrofisica del MIT di Boston che, dopo la morte di sua moglie in un incidente, vive con suo figlio Caleb (Chandler Canterbury) nella convinzione che la vita non abbia un senso e che il caso sia il grande regolatore dell’universo. Alla cerimonia per i 50 anni della scuola che frequenta, Caleb riceve un foglio contenente una lunga serie di numeri, scritti 50 anni prima da una bambina che affermava di sentire delle voci bisbigliare incessantemente al proprio orecchio. Casualmente, John scopre che i numeri compongono una sequenza di coordinate spazio temporali che fanno riferimento ad alcuni dei maggiori disastri della storia degli ultimi 50 anni, tre dei quali non si sono ancora verificati…

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Recensione di G.I. Joe – La nascita dei Cobra

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Dopo Transformers, un’altra celebre linea di giocattoli diviene lo spunto per la realizzazione di un blockbuster tutto azione ed effetti speciali, affidato questa volta alla regia di Stephen Sommers. I G.I. Joe cinematografici sono un segretissimo reparto d’elite internazionale, equipaggiato delle migliori tecnologie e votato alla difesa del mondo contro gruppi di terroristi altrettanto avveniristicamente dotati.

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Recensione di Dark City

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Diretto da Alex ProyasDark City è un thriller fantascientifico con molti rimandi al noir e ai film di Tim Burton: atmosfere cupe, ombre predominanti, toni scuri sono le caratteristiche principali di questa pellicola.

La trama ci racconta della venuta sulla terra di una razza aliena in via d’estinzione, che decide di usare gli uomini come cavie alla ricerca di una via di salvezza: è l’anima, insieme alla capacità umana di rimanere individui a prescindere dalle variazioni del contesto, quello che attira ed interessa gli alieni, dotati invece di una coscienza collettiva che sembra non riconoscere valore all’individuo.

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Recensione di Io sono Leggenda

io sono leggenda

Ispirato al libro di Richard Matheson, ma ad esso non pienamente aderente, Io sono leggenda è soprattutto la celebrazione di Will Smith, che dà volto e fisico prestante al protagonista Robert Neville. Rimasto apparentemente solo al mondo, Neville è alla quotidiana ricerca di segnali di vita umana in una New York post-apocalittica. A fargli compagnia in quella che davvero è diventata una giungla metropolitana, c’è la fedele Sam, un pastore tedesco che mai come in questo film interpreta il ruolo di migliore (unico?) amico dell’uomo.

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