E così siamo di nuovo a parlare di Luca & compagni, nuovamente alle prese con gli esami di maturità, ma questa volta affrontati secondo gli standard e le modalità del 2006.
Brizzi, il regista dei due film, ha definito la sua ultima fatica un “newquel”, ovvero un film legato al precedente non da una successione temporale (sequel), o narrante vicende accadute prima di quanto visto (prequel), bensì una pellicola che presenta gli stessi protagonisti e le stesse situazioni, ma in un contesto temporale variato.
Categoria: Cinema
Recensione di La ricerca della felicità
Il nuovo film di Muccino, probabile nuovo eroe nazionale per essere il primo italiano, da un po’ di tempo a questa parte, ad essere chiamato alla regia di un film made in USA, è la storia del tipico american selfmade-man. Basato sulla biografia di Christopher Gardner, il film racconta infatti l’ascesa di questo ragazzo-padre, semi-disoccupato e abbandonato dalla moglie, dai bassifondi di San Francisco fino alle vette della finanza americana.
Un Will Smith davvero in forma abbandona gli stravaganti panni del principe di Bel Air, come anche quelli di tutti i più o meno strampalati eroi da lui interpretati, per calarsi in maniera credibile, e a tratti toccante, in quelli di questo nuovo personaggio, accompagnato per l’occasione da un bambino che è suo figlio nella finzione scenica come anche nella vita.
Recensione di Apocalypto
Ed eccoci alla recensione del nuovo kolossal di Mel Gibson che, ma chi l’avrebbe mai detto?, ha visto la propria uscita anticipata da fior di polemiche, critiche, ostracismi e chi più ne ha più ne metta. Apprestandosi alla visione di questa opera, descritta come la quinta essenza della violenza, caratterizzata dallo scorrere di sangue a fiumi, morti violente, sacrifici umani, il vostro temerario inviato nel mondo di celluloide era, lo ammetto, un tantino perplesso e preoccupato, non sapendo esattamente per quale percentuale della proiezione avrebbe dovuto distogliere lo sguardo…
Recensione di Dejà Vu
Dopo “Man on fire”, Tony Scott e Denzel Washington tornano a lavorare insieme in un film che potrebbe rientrare nella categoria dei “fanta-thriller-action-movie”, prospettando fantascientifiche opzioni per la lotta al terrorismo e in generale alla prevenzione di crimini e sciagure varie.
La trama è quanto meno complessa, seppur da un certo punto in poi ampiamente prevedibile nel suo sviluppo. Senza rovinare eccessivamente la sorpresa a chi vorrà andare a vederlo, basti sapere che il tutto ha a che fare con la possibilità di guardare indietro nel tempo e dunque intervenire sul passato stesso, con tutte le conseguenze che da questo intervento derivano o potrebbero derivare…
Recensione di Giù per il tubo
Fra i tanti film d’animazione che ci sono stati proposti per queste vacanze natalizie, questa nuova produzione Aardman, la stessa casa di Wallace & Gromit, si distingue come un opera divertente e molto ironica, adatta ad un pubblico molto variegato.
La storia è piuttosto semplice e vede come protagonista Roddie, un topo domestico abituato a vivere nello sfarzo di una gabbia dorata, apparentemente felice ma privo di qualsiasi amicizia o rapporto con niente di diverso dalle bambole della sua padroncina…
Recensione di Happy Feet
Un capolavoro di animazione. E’ l’unico modo per definire quest’ ultima fatica della Warner Bros., un film il cui comparto tecnico è ineccepibile, talmente bello da far impallidire “Cars” della Pixar.
I colori, la fluidità delle animazioni, il fotorealismo di animali e paesaggi (le foche e le orche oltre ai pinguini e soprattutto fate caso a ghiaccio e acqua…Sbalorditivi!), tutto è talmente ben realizzato da lasciare stupiti non solo all’inizio, ma durante tutto il film, al punto che io stesso mi sono sorpreso di essere a volte più interessato alla resa grafica che alla storia! Sarebbe però stata una profonda delusione se la qualità di questo prodotto si fossero fermate all’estetica, quindi vediamo come alla Warner hanno provato a raccontare una storia all’altezza dei mezzi messi in gioco. Una comunità di pinguini imperatori vive in una sperduta landa fra i ghiacci dell’Antartide e conduce la propria vita secondo le sue antiche tradizioni, fra le quali quelle del corteggiamento affidato al canto.
Recensione di La Gang del Bosco
Eccoci di fronte ad un nuovo film d’animazione, il primo di una lunga lista che ci accompagnerà per tutto il periodo natalizio.
La Gang del bosco, made in DreamWorks, racconta la simpatica storia di un gruppo piuttosto eterogeneo di animaletti (un procione truffaldino, una saggia tartaruga, uno scoiattolo iperattivo, una puzzola femme fatale, due opossum attori drammatici e una famigliola tipo di ricci) alle prese con dei nuovi “vicini”: degli umani il cui quartiere è stato costruito nel giro di un inverno, mentre i nostri eroi erano in letargo.
Recensione di Flags of Our Fathers
Il binomio Eastwood – Haggis, per l’occasione con l’appoggio in produzione di Spielberg, torna sullo schermo con un film molto atteso, che molti ipotizzano possa fare incetta di premi alla serata degli Oscar.
Premessa indispensabile è chiarire un punto: Clint Eastwood è uno dei miei registi preferiti e ho adorato Crash di Paul Haggis. Posto questo, Flags of our fathers è un bel film, ma non è nella mia opinione all’altezza di altri titoli dei due artisti di cui sopra.
La storia si svolge su diversi piani temporali, presentandoci la battaglia per la conquista di Iwo Jima durante la seconda guerra mondiale, il periodo immediatamente successivo, quando i protagonisti della presa dell’isola partono “in tournee” per gli Stati Uniti al fine di promuovere l’acquisto dei buoni di guerra, indispensabili per sostenere lo sforzo bellico, e infine i giorni nostri, con il figlio di uno dei protagonisti che ricostruisce gli eventi intervistando i testimoni ancora vivi.
Recensione di The Departed
Un gran bel film, questo “The departed”, ma certamente non la migliore opera di Martin Scorsese, considerando che stiamo parlando del regista di “Quei bravi ragazzi”, “Toro scatenato” e “Taxi driver”.
Il genere cui appartiene il film è senza dubbio quello dei “mafia movies” con i quali Scorsese ha conquistato il grande pubblico. In questo caso abbiamo l’intreccio di due destini uguali eppure opposti: quelli di due infiltrati che operano l’uno per la polizia di Boston, l’altro per uno dei maggiori boss della malavita che spadroneggia in città.
Recensione di Il Diavolo veste Prada
Quella che vede come protagoniste una superba Meryl Streep e una buona Anne Hathaway è una commedia intelligente e gustosa che, senza ambire ad essere un capolavoro o a stupire con trovate davvero sorprendenti, tratta in maniera originale un tema di grande attualità come quello dell’industria della moda.
In realtà poi, il tema in questione è solo il contesto esasperato nel quale si propone di riflettere su una spinosa scelta che nella vita ci si può trovare a dover affrontare: famiglia o carriera?









