Recensione di In trance

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Nessun quadro vale una vita umana: sulla base di questo presupposto, Simon (James McAvoy), impiegato in una casa d’aste, si allea con il criminale Frank(Vincent Cassel) e con i suoi sgherri per rubare il dipinto “Streghe nell’aria” di Francisco Goya, agendo dall’interno. La rapina non va esattamente come dovrebbe e Simon, a seguito di un colpo ricevuto, perde la memoria proprio riguardo la cosa più cara e importante: dov’è il quadro? Frank si arrende all’evidenza che a Simon serva un aiuto per ricordare: viene così coinvolta l’ipnotista Elizabeth Lamb (Rosario Dawson), che dovrà fare in modo di recuperare la memoria perduta dell’uomo.

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Recensione di Alex Cross – La memoria del killer

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Adattamento cinematografico del terzo libro della saga di Alex Cross, di cui fanno parte Il Collezionista di Gary Fleder e Nella morsa del Ragno di Lee Tamahori, La memoria del killer è un thriller action diretto questa volta da Rob Cohen. Nei precedenti capitoli il ruolo di Alex Cross, profiler dell’FBI dal grande acume e dall’infallibile intuito, era stato di Morgan Freeman, questa volta invece la figura di Cross è interpretata da Tyler Perry, multiforme ingegno americano, alla prima esperienza con un ruolo d’azione.

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Recensione di Dead man down – Il sapore della vendetta

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Forte del successo di Uomini che odiano le donne, Niels Arden Oplev si cimenta con la direzione di un thriller dalle diverse sfaccettature, che porta in scena Noomi Rapace insieme ad attori di fama internazionale come Colin Farrell, Dominic Cooper, Terrence Howard e Isabelle Huppert.

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Recensione di Die Hard – Un buon giorno per morire

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John McClane è uno di quei personaggi che, oltre a contribuire in modo determinanteall’affermazione di Bruce Willis, ha saputo diventare icona dell’action movie, con il suo mix di testarda determinazione e tagliente ironia.

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Recensione di Jack Reacher – La prova decisiva

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La lunga sequenza iniziale introduce alla metodica preparazione di un cecchino prima dell’uccisione di cinque persone. A dispetto dell’abilità dimostrata, il killer lascia una scena del crimine ricca di indizi: rintracciarlo e arrestarlo non rappresenta quindi una difficoltà per la polizia. Il sospetto, James Barr, non cede all’interrogatorio e, prima di subire un violento pestaggio che lo manda in coma, si limita a scrivere “trovate Jack Reacher” sul foglio datogli dal procuratore (Richard Jenkins) per firmare la propria confessione.

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Recensione di 7 Psicopatici

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Se il cast selezionato per realizzare un film è quello giusto, anche la più surreale e complessa delle commedie può risultare un successo. Lo sa bene Martin McDonagh, regista di 7 Psicopatici e già vincitore di un Oscar per il corto Six Shooter, che ha affidato i ruoli principali e secondari ad attori di riconosciuto talento come Colin Farrell,Sam Rockwell, Woody Harrelson, Christopher Walken, Tom Waits, Abbie Cornish e Olga Kurylenko.

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Recensione di Le Paludi della Morte

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La musica dolente composta da Dickon Hinchcliffe, un blues che rimanda immediatamente al sud degli Stati Uniti, ci introduce nella realtà di Mike Souder (Sam Worthington) e Brian Heigh (Jeffrey Dean Morgan), detective della omicidi nella tutt’altro che ridente Texas City. I due sono personaggi molto diversi: iracondo e nervoso il primo quanto apparentemente calmo e accomodante il secondo, presentano entrambi una tensione interiore molto forte, alimentata anche dai fatti sui quali si trovano ad indagare: vicino alla città, fuori dalla loro giurisdizione, esiste un luogo inquietante, i cosiddetti Killing Fields, un’area paludosa in cui vengono rinvenuti numerosi cadaveri di giovani donne. La differenza di vedute rispetto al loro grado di coinvolgimento nel caso e le diverse piste sulle quali i due scelgono di indagare, anche a causa del coinvolgimento dell’ex moglie di Mike (Jessica Chastain), sembrerebbe accentuare la distanza fra i due. Tuttavia la coppia si troverà spalla a spalla nel momento in cui viene rapita Ann (Chloe Grace Moretz), una ragazzina del posto che nessuno dei due intende far diventare l’ennesima vittima delle paludi.

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Recensione di 40 carati

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Nick Cassidy (Sam Worthington), un ex-poliziotto di New York, è stato accusato di aver rubato un diamante da 40 carati al potente David Englander (Ed Harris), affarista senza scrupoli nel settore del real estate. L’accusa ha comportato una condanna pesante, ma Nick, dopo una rocambolesca evasione, è fermamente intenzionato a dimostrare la propria innocenza, a costo di mettere a rischio la propria vita sul cornicione di uno degli ultimi piani del Roosvelt Hotel di New York. Attirata l’attenzione della folla, dei media e della negoziatrice della polizia Lydia Mercer (Elizabeth Banks), Nick darà il via ad un piano molto articolato, volto a svelare gli intrighi e le cospirazioni che l’hanno incastrato e a stabilire finalmente di chi sia la responsabilità di quanto gli è accaduto.

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Recensione di La Quinta Onda di Rick Yancey

Recensione di La Quinta Onda di Rick Yancey

La quinta onda

La nostra epoca ha visto un fiorire di narrazioni, declinate su ogni medium, dal libro al videogioco, che raccontano un futuro apocalittico, in cui inevitabilmente la razza umana è portata sull’orlo dell’estinzione, generalmente a causa di un virus che ha mutato tutti in zombie o ad un’invasione di alieni o magari alla natura che si ribella al dominio di una specie che non la merita.

La Quinta Onda di Rick Yancey, dichiarato primo volume di una trilogia, si cala nel solco di questo grande genere, unendo un po’ tutte le calamità – in alcuni casi solo come omaggio, ad esempio dando ad uno dei protagonisti il nome di battaglia “Zombi” – e ci costruisce sopra un racconto a più voci, con un intreccio da thriller calato in un contesto action-fantascientifico.

Gli “Altri” sono arrivati. Gli “Altri” sono alieni. Gli “Altri” hanno deciso di decimare la popolazione umana senza sporcarsi troppo le mani. Lo hanno fatto per mezzo di quattro differenti attacchi su scala mondiale, quattro “Onde”, che hanno sfruttato dapprima un blackout generale che ha mandato in tilt ogni apparecchiatura elettrica, quindi un maremoto che ha spazzato via la civiltà dalle zone costiere, ancora una pestilenza che ha fatto strage dei sopravvissuti e, infine con l’invio dei “silenziatori”, droni programmati per eliminare le sacche di resistenza. A questa serie di attacchi sono sopravvissuti in pochi, fra questi ci  sono Cassie (per Cassiopea, non per Cassandra), il suo fratellino Sammy e loro padre. Cassie fino ad allora è stata una ragazza come tante, un’adolescente innamorata del ragazzo più figo del liceo, convinta di essere invisibile se non bruttina e alle prese con le piccole grandi disavventure di chiunque a quell’età. Inutile dire che l’arrivo degli “Altri” ha cambiato il suo mondo, e presto la ragazza si dovrà dare da fare per sopravvivere e salvare se stessa e il suo fratellino dalla “Quinta Onda”. Il mistero su cosa questa Quinta Onda sia ci accompagnerà per buona parte del romanzo, portandoci a scoprire e conoscere nuovi personaggi, dei quali non è opportuno parlare per non rovinare sorprese e colpi di scena.

Se il tema scelto da Yancey, visto il proliferare di storie simili potrebbe non sembrare il più originale, è nel modo personale di raccontare, nel tipo di linguaggio usato per dare voce ai pensieri e alle effettive parole di Cassie e degli altri personaggi, che l’autore trova il punto di forza per un romanzo che sa intrattenere, incuriosire e divertire. L’empatia che si sviluppa con i protagonisti è immediata, la descrizione dei contesti è semplice ma efficace, come evidenti e marcate sono le citazioni da classici del cinema e della letteratura (Full Metal Jacket da questo punto di vista è stato abbondantemente saccheggiato). Ne risulta un romanzo che scorre in modo agile e cattura l’attenzione, presentando un buon amalgama di situazioni concitate e fasi di riflessione, attraverso le quali si ricostruisce il contesto narrativo che farà da sfondo al prosieguo dell’avventura nei prossimi due libri.

Recensione di Giustizia Privata

Recensione di Giustizia Privata

giustizia privata

Clyde Shelton (Gerard Butler) assiste impotente all’omicidio di sua moglie e di sua figlia ad opera di due balordi, ben presto catturati dalla polizia. Il procuratore di Philadelphia Nick Rice (Jamie Foxx), al quale il caso è affidato agisce contro le aspettative di Shelton e, piuttosto che rischiare di non ottenere una condanna che rovinerebbe la sua percentuale di riuscita del 93%, dà la possibilità al peggiore dei due criminali di testimoniare a danno del compagno, decretandone la pena di morte a fronte di pochi anni di carcere. La scena della stretta di mano fra l’omicida e il procuratore aggiunge la beffa all’ulteriore danno che Shelton sente di aver subito. A 10 anni di distanza, in occasione dell’esecuzione dell’omicida condannato a morte, Shelton opera la sua meticolosa vendetta, che non si limita alla punizione dei due assassini, ma coinvolge tutti coloro che non hanno fatto in modo che la giustizia avesse il suo giusto corso…

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