Recensione di Vallanzasca – Gli angeli del male

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Renato Vallanzasca è una figura simbolo di uno dei periodi più cupi della storia d’Italia, un’epoca che trova nel film di Michele Placido, Vallanzasca – Gli angeli del male, una cronaca romanzata di qualità superiore alla media, per quanto forse apparentemente discutibile sul piano dei giudizi morali che da essa possono essere desunti. Il regista presenta immediatamente il protagonista come un duro, un coraggioso sprezzante del dolore e delle conseguenze del suo agire, cresciuto nella convinzione che ci sia una sorta di ineluttabile destino che conduce gli uomini a seguire il proprio determinato percorso, un destino per il quale, ad esempio, chi nasce per essere guardia non potrà fare a meno di scontrarsi con chi nasce criminale.

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Recensione di Parto col folle

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Un road movie che vede protagonisti Robert Downey Jr. e Zach Galifianakis, diretto da Todd Phillips (Una notte da leoni), evoca nella testa di un potenziale spettatore l’idea che si tratti di un film di buona qualità, sicuramente capace di intrattenere con grasse risate per l’ora e mezza della sua durata. La realtà dei fatti non corrisponde pienamente a queste aspettative, ma procediamo con ordine.

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Recensione di Hereafter

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Una potente ricostruzione dello tsunami che ha colpito le coste del sud-est asiatico nel 2004 fa da introduzione alla nuova fatica cinematografica di Clint Eastwood, che con Hereafter si propone di raccontare la solitudine e il senso di abbandono, ma anche le speranze, di quanti hanno perso una persona amata e non intendono rassegnarsi all’ineluttabile.

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Recensione di Harry Potter e i Doni della Morte Parte I

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Dopo il dietrofront rispetto all’utilizzo della tecnologia 3D, il penultimo film di Harry Potter, trasposizione della prima parte dell’ultimo libro, giunge finalmente sul grande schermo, nuovamente diretto da David Yates. Siamo ormai prossimi al confronto finale fra l’occhialuto mago e la sua nemesi Voldemort, ma di tutta l’azione che questo confronto lascia presagire non c’è traccia in questo episodio, che ha piuttosto come elemento dominante la ricerca e la documentazione cui Harry, Hermione e Ron si dedicano per prepararsi allo scontro.

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Recensione di Unstoppable

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Per una serie di sfortunate coincidenze, fra caso ed errore umano, un enorme treno merci che trasporta alcune sostanze pericolose ed estremamente infiammabili, insieme a migliaia di tonnellate di carburante, inizia una  folle corsa senza conducente. Le autorità si attivano subito, bloccando il traffico ferroviario e cercando di risolvere una situazione che minaccia di diventare uno dei peggiori disastri della gloriosa storia americana del trasporto su rotaia. Quello stesso giorno un novellino (Chris Pine) assume il ruolo di capotreno di un convoglio che lo vedrà a bordo insieme ad un macchinista veterano (Denzel Washington). Quello che dovrebbe essere un tranquillo primo week-end di lavoro si trasformerà in una corsa contro il tempo all’inseguimento del treno fuori controllo.

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Recensione di La Quinta Onda di Rick Yancey

Recensione di La Quinta Onda di Rick Yancey

La quinta onda

La nostra epoca ha visto un fiorire di narrazioni, declinate su ogni medium, dal libro al videogioco, che raccontano un futuro apocalittico, in cui inevitabilmente la razza umana è portata sull’orlo dell’estinzione, generalmente a causa di un virus che ha mutato tutti in zombie o ad un’invasione di alieni o magari alla natura che si ribella al dominio di una specie che non la merita.

La Quinta Onda di Rick Yancey, dichiarato primo volume di una trilogia, si cala nel solco di questo grande genere, unendo un po’ tutte le calamità – in alcuni casi solo come omaggio, ad esempio dando ad uno dei protagonisti il nome di battaglia “Zombi” – e ci costruisce sopra un racconto a più voci, con un intreccio da thriller calato in un contesto action-fantascientifico.

Gli “Altri” sono arrivati. Gli “Altri” sono alieni. Gli “Altri” hanno deciso di decimare la popolazione umana senza sporcarsi troppo le mani. Lo hanno fatto per mezzo di quattro differenti attacchi su scala mondiale, quattro “Onde”, che hanno sfruttato dapprima un blackout generale che ha mandato in tilt ogni apparecchiatura elettrica, quindi un maremoto che ha spazzato via la civiltà dalle zone costiere, ancora una pestilenza che ha fatto strage dei sopravvissuti e, infine con l’invio dei “silenziatori”, droni programmati per eliminare le sacche di resistenza. A questa serie di attacchi sono sopravvissuti in pochi, fra questi ci  sono Cassie (per Cassiopea, non per Cassandra), il suo fratellino Sammy e loro padre. Cassie fino ad allora è stata una ragazza come tante, un’adolescente innamorata del ragazzo più figo del liceo, convinta di essere invisibile se non bruttina e alle prese con le piccole grandi disavventure di chiunque a quell’età. Inutile dire che l’arrivo degli “Altri” ha cambiato il suo mondo, e presto la ragazza si dovrà dare da fare per sopravvivere e salvare se stessa e il suo fratellino dalla “Quinta Onda”. Il mistero su cosa questa Quinta Onda sia ci accompagnerà per buona parte del romanzo, portandoci a scoprire e conoscere nuovi personaggi, dei quali non è opportuno parlare per non rovinare sorprese e colpi di scena.

Se il tema scelto da Yancey, visto il proliferare di storie simili potrebbe non sembrare il più originale, è nel modo personale di raccontare, nel tipo di linguaggio usato per dare voce ai pensieri e alle effettive parole di Cassie e degli altri personaggi, che l’autore trova il punto di forza per un romanzo che sa intrattenere, incuriosire e divertire. L’empatia che si sviluppa con i protagonisti è immediata, la descrizione dei contesti è semplice ma efficace, come evidenti e marcate sono le citazioni da classici del cinema e della letteratura (Full Metal Jacket da questo punto di vista è stato abbondantemente saccheggiato). Ne risulta un romanzo che scorre in modo agile e cattura l’attenzione, presentando un buon amalgama di situazioni concitate e fasi di riflessione, attraverso le quali si ricostruisce il contesto narrativo che farà da sfondo al prosieguo dell’avventura nei prossimi due libri.

Recensione di Capitan America: il Soldato d’Inverno

Captain America: The Winter Soldier

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Il secondo film dedicato all’eroe con lo scudo a stelle e strisce si rivela un po’ a sorpresa un film corale, in cui vero protagonista è soprattutto lo Shield, l’organizzazione comandata da Nick Fury (Samuel L. Jackson), in cui operano altri protagonisti dell’universo Marvel, come Vedova Nera (Scarlett Johansson) e – da questo episodio – Falcon (Anthony Mackie).

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Recensione di Star Wars -L’ultima Missione

Star Wars -L’ultima Missione

Star wars ultima missione

Si chiude con questo L’Ultima Missione la trilogia di Thrawn, probabilmente la più solida e credibile storia dell’universo espanso di Star Wars. Per quanti non sapessero di cosa stiamo parlando,  Thrawn è il Grand’Ammiraglio della Flotta Imperiale che, all’indomani della morte dell’Imperatore, prende le redini della situazione e riorganizza le forze imperiali contro la Nuova Repubblica in modo sorprendente, arrivando a ribaltare le sorti di un conflitto che sembrava avviato ad una facile conclusione.

Recensione di Need for Speed

Need for Speed

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1994 – 2014. Venti anni per venti edizioni di uno dei videogiochi più longevi e amati di sempre, anche senza avere un idraulico, un porcospino o una procace ragazza come protagonista. Ma del resto, quando ad essere al centro dell’attenzione sono le più spettacolari dreamcars – calate nel contesto di corse clandestine estreme, affrontate contro il tempo, gli avversari e anche le forze dell’ordine – gli ingredienti per colpire l’immaginario ci sono decisamente tutti. A celebrazione di questo ventennio di successi, il gioco distribuito da Electronic Arts è diventata la fonte d’ispirazione per un film coprodotto con DreamWorks e diretto da Scott Waugh.

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Recensione di 47 Ronin

47 Ronin

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Ormai nota anche alla cultura occidentale, la figura del ronin, il samurai senza padrone, esercita un fascino universale, rientrando pienamente in un ideale di eroe romantico che non conosce confini geografici. Allo stesso tempo però, il ronin è una figura che si integra in un contesto – quello del bushido e più in generale della cultura giapponese – che non è pienamente intellegibile da un occidentale e presenta un interpretazione del concetto di onore portato a limiti estremi, che trascendono anche il rispetto per la vita.

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