Recensione di G.I. Joe – La vendetta

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Chi ha vissuto da bambino gli anni a cavallo fra gli ’80 e i ’90 avrà sicuramente giocato con i G.I. Joe o visto la serie animata in TV. Con la consapevolezza delle dimensioni di questo pubblico potenziale, Paramount nel 2009 ne lanciò l’esordio cinematografico e, a distanza di 4 anni, approda nelle sale il seguito di questo esperimento.

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Recensione di Dead man down – Il sapore della vendetta

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Forte del successo di Uomini che odiano le donne, Niels Arden Oplev si cimenta con la direzione di un thriller dalle diverse sfaccettature, che porta in scena Noomi Rapace insieme ad attori di fama internazionale come Colin Farrell, Dominic Cooper, Terrence Howard e Isabelle Huppert.

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Recensione di Die Hard – Un buon giorno per morire

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John McClane è uno di quei personaggi che, oltre a contribuire in modo determinanteall’affermazione di Bruce Willis, ha saputo diventare icona dell’action movie, con il suo mix di testarda determinazione e tagliente ironia.

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Recensione di Re della Terra Selvaggia

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Crescere è di per sé una sfida, ma quando si abita nella Vasca, una zona nel sud della Louisiana a ridosso del fiume e considerata inadatta all’insediamento a causa del continuo rischio di inondazioni, la sfida diventa davvero ardua e solo i più forti, i più selvaggi, possono sperare di sopravvivere. Hashpuppy è solo una bimba, ma è anche un’abitante della Vasca e fiera di esserlo, così come suo padre Wink le ha insegnato. La vita scorre, in situazioni abituali, abbastanza placidamente: gli abitanti della Vasca hanno poco o niente, vivono in baracche costruite con materiali di scarto e navigano il fiume su barche improvvisate, ma sono del tutto impreparati alla tempesta che sta per abbattersi su di loro. L’uragano che li colpisce li lascia senza risorse e senza speranze, ma la determinazione della piccola Hashpuppy sarà la molla capace di aggiustare il meccanismo che regola le loro esistenze.

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Recensione di Quartet

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La musica non abbandona mai, può accompagnare l’artista, come la persona comune, in tutte le fasi della vita, dall’apice del successo al limbo della memoria. Beecham House è un luogo molto particolare: una casa di riposo per musicisti e cantanti, grandi glorie si ritrovano per vivere insieme il crepuscolo delle loro esistenze. Per quanto i suoi ospiti siano caratterizzati da tutti quei disturbi che colpiscono, chi più chi meno, le persone giunte ad una certa età, l’atmosfera che si respira è tutt’altro che triste o decadente. Il potere della loro passione, l’amore incondizionato per la musica, sembra in qualche modo sostenerli, donargli una forza diversa, riuscire a dargli ancora uno scopo che non sia solamente il rivangare il loro glorioso passato.

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Recensione di Jack Reacher – La prova decisiva

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La lunga sequenza iniziale introduce alla metodica preparazione di un cecchino prima dell’uccisione di cinque persone. A dispetto dell’abilità dimostrata, il killer lascia una scena del crimine ricca di indizi: rintracciarlo e arrestarlo non rappresenta quindi una difficoltà per la polizia. Il sospetto, James Barr, non cede all’interrogatorio e, prima di subire un violento pestaggio che lo manda in coma, si limita a scrivere “trovate Jack Reacher” sul foglio datogli dal procuratore (Richard Jenkins) per firmare la propria confessione.

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Recensione di Di nuovo in gioco

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Tanti i temi trattati nella pellicola film di Robert Lorenz che vede il ritorno sulle scene in veste di attore di Clint Eastwood, a dispetto della decisione di non apparire più dopo Gran Torino. L’amore padre-figlia, l’importanza dell’affermazione personale, il valore della professionalità contro l’ausilio della tecnologia, oltre al topos classico dei film americani sullo sport, ovvero la caduta e la risalita uniti alla convinzione che ognuno possa avere la sua opportunità.

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Recensione di 7 Psicopatici

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Se il cast selezionato per realizzare un film è quello giusto, anche la più surreale e complessa delle commedie può risultare un successo. Lo sa bene Martin McDonagh, regista di 7 Psicopatici e già vincitore di un Oscar per il corto Six Shooter, che ha affidato i ruoli principali e secondari ad attori di riconosciuto talento come Colin Farrell,Sam Rockwell, Woody Harrelson, Christopher Walken, Tom Waits, Abbie Cornish e Olga Kurylenko.

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Recensione di Silent Hill: Revelation 3D

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Heather Mason ha cambiato ancora scuola, ma è consapevole che anche questa non sarà l’ultima. La sua è una vita fatta di continui spostamenti insieme al padre Harry, con il quale è in fuga da un passato fatto di orrori inimmaginabili.

Heather non è altro che la nuova identità di Sharon, la bambina protagonista del primo Silent Hill, qui quasi diciottenne. Nonostante i tentativi del padre di metterla al sicuro, il legame con la cittadina e con gli orrori che la abitano continua ad attirarla verso il proprio passato attraverso incubi dall’esasperante realismo. In seguito al rapimento di Harry da parte dei fanatici abitanti di Silent Hill, Heather si trova a dover far ritorno al luogo in cui ha avuto origine la tenebra che avvolge la sua storia.

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Recensione di Silent Hill

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Videogiochi e horror sono concetti che si rapportano facilmente, e se all’equazione si aggiunge cinema sicuramente si otterrebbe un risultato: Resident Evil. Ma come ogni equazione, anche qui cambiando una variabile il risultato non può che essere differente. Se a Capcom sostituiamo Konami, allora stiamo parlando dell’adattamento cinematografico di Silent Hill, survival horror che, rispetto al capolavoro Capcom, costruisce le proprie zone di inquietudine ricorrendo al paranormale e all’occulto anziché a zombie e mutazioni genetiche.

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