LA LEGGE DELLA NOTTE: LA RECENSIONE

Joe Coughlin (Ben Affleck) è un criminale. Un criminale atipico, figlio del vicecommissario di Boston (Brendan Gleeson) e reduce dalla Prima Guerra Mondiale, nel corso della quale ha deciso di non rispettare più nessuna regola che non si sia auto-imposto. Proprio per questo è determinato a rimanere un criminale indipendente, nonostante si ritrovi coinvolto in una guerra fra irlandesi e italiani per il controllo delle attività illegali della città.

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RESIDENT EVIL: THE FINAL CHAPTER – LA RECENSIONE

Il titolo finale di una saga dovrebbe rappresentare un punto di arrivo, il momento in cui si tirano le somme di un percorso che, nel caso di Resident Evil, conta la bellezza di sei episodi complessivi. Resident Evil: The Final Chapter si propone di tracciare un solco. Non scriveremmo però davvero la parola fine in una narrazione che, prendendo spunto dal celebre videogioco si è creata una propria autonomia, percorrendo una strada che l’ha portata a distanziarsi notevolmente dall’archetipo videoludico.

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MAMMA O PAPA’: LA RECENSIONE

Quindici anni di vita insieme possono portare una coppia a scoprire di non sentirsi più tale, a desiderare di porre fine a una relazione nel reciproco rispetto e mantenendo un affetto di fondo. È questa la situazione in cui si trovano Valeria (Paola Cortellesi) e Nicola (Antonio Albanese), che già da un anno sono alle prese con le pratiche di un divorzio consensuale.

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VIDEOGAME – UNA PICCOLA INTRODUZIONE

Negli ultimi cinquant’anni il videogame ha ridefinito il concetto di intrattenimento nella nostra società e il suo mercato è diventato uno dei più creativi e importanti del mondo, ma per molti aspetti è un mondo ancora sommerso.
Questo libro cerca di rispondere alle domande essenziali su cosa definisce un videogame, perché giochiamo e chi sono i videogiocatori, per condurre l’esplorazione verso fronti ulteriori.
Attraverso molteplici prospettive e approcci teorici, gli autori offrono una guida al videogame come nuovo medium della cultura pop contemporanea, mentre il racconto delle evoluzioni tecnologiche e del mercato mostra al lettore, neofita o videogiocatore, il dietro le quinte di un’industria innovativa.

Dagli arcade e Space Invaders agli acquisti in-app e Pokémon Go, una piccola introduzione al grande business del tempo sprecato 

PAGINA WEB DEL LIBRO

Cafè Society e La La Land: storie d’amore fra cinema e jazz

Non è passato troppo tempo dall’uscita di Cafè Society di Woody Allen, ed ecco che il binomio cinema e jazz torna a far sognare gli spettatori grazie al talento di Damien Chazelle e al suo La La Land. Due film che hanno in comune temi e alcune riflessioni, seppure sviluppati in forma ben diversa.

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SILENCE: LA RECENSIONE

Alla base di Silence, nuova opera di Martin Scorsese, c’è un argomento affascinante quanto spinoso: il rapporto con il Trascendente, in particolare la concezione cristiana di un Dio caratterizzato dalla stridente compresenza di un amore universale per le sue creature e l’assordante silenzio alle domande dei credenti, l’inazione totale nei confronti dei loro patimenti. Per parlare di questa insondabilità dei progetti divini, Scorsese recupera – insieme al co-sceneggiatore Jay Cocks – il romanzo storico “Silenzio”, dello scrittore giapponese Shūsaku Endō, che racconta le vicissitudini di due padri gesuiti nel Giappone del XVII secolo, epoca delle persecuzioni subite dai cristiani durante il periodo Tokugawa.

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SING: LA RECENSIONE

Il teatro. Per un cucciolo di Koala di nome Buster Moon lo spettacolo cui assiste, di cui è protagonista la divina Nana Noodleman, è una vera folgorazione; ciò che lo induce a cambiare i suoi sogni: non sarà più il primo koala astronauta, ma il più grande impresario della storia dello spettacolo. Passano gli anni, la dedizione di Buster e l’appoggio incondizionato di suo padre rendono il sogno realtà. Ma la realtà rischia di trasformare la vita di Buster in un vero incubo e, dopo una serie di spettacoli sbagliati, il teatro Moon è sull’orlo della bancarotta. In mancanza di finanziatori che ne risollevino le sorti, al peloso impresario non resta che indire un concorso di canto per cercare nuovi talenti e quindi un rilancio che riporti in attivo le sue finanze.

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ASSASSIN’S CREED: LA RECENSIONE

Nel parlare di Assassin’s Creed, come spesso accade per i film legati al mondo dei videogame, esistono aspetti, su cui vale la pena soffermarsi, che trascendono il carattere puramente filmico e vanno a toccare lo spinoso rapporto fra due media audiovisivi nettamente distinti dalla natura interattiva e immersiva di quello videoludico. In questi termini, la scelta di procedere alla realizzazione di
un’opera che si inserisca nell’universo narrativo di riferimento, senza rappresentare l’adattamento di uno dei capitoli, si rivela indubbiamente corretta, permettendo al film di costruire una propria identità senza entrare in conflitto diretto con l’esperienza di quanti hanno giocato uno o più capitoli della serie.

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IL GRANDE GIGANTE GENTILE: LA RECENSIONE

La piccola Sophie, dopo aver visto il GGG vagare per le strade di Londra, viene da questi rapita e portata nella Terra dei Giganti. L’iniziale diffidenza della ragazzina, intimorita dalla mole del suo rapitore e da un’apparenza arcigna, verrà ben presto vinta dalla gentilezza che il colosso le dimostra, accompagnata da un modo di parlare decisamente troppo buffo per risultare spaventoso. Il rapporto fra il gigante e la bambina attira le attenzioni degli altri giganti, grossi, tonti, cattivi e soprattutto…mangiauomini. Ma il GGG, oltre che per l’indole, si differenzia dai suoi simili anche per un’altra caratteristica: è infatti avvezzo a frequentare la Terra dei Sogni per catturarne di belli e di brutti e utilizzarli come elementi alchemici per realizzare nuove storie nelle menti di chi dorme.

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ROGUE ONE: A STAR WARS STORY – LA RECENSIONE

In una Galassia lontana lontana sono avvenuti cambiamenti importanti, che hanno portato una ventata di aria fresca a quella che è probabilmente la più longeva e amata saga cinematografica di sempre. Rogue one: a Star Wars Story dichiara la propria originalità nel continuum di Star Wars fin dai titoli di testa, in cui colpisce la scioccante mancanza della classica esposizione del prologo sulle note di John Williams. Di fatto, poi, la colonna sonora vede Michael Giacchino alla direzione e lo stupore è potenzialmente doppio. Queste premesse non spaventino i fan di nuova e vecchia data: Rogue one: a Star Wars Story si ritaglia il proprio spazio di autonomia, ma si cala perfettamente nel solco della narrazione principale, rispetto alla quale si pone fra Episodio III e IV, con un setting riconoscibilissimo, tecnologie cui siamo affezionati e introduzioni coerenti.

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